Per il Wwf, “e’ venuto il momento di chiudere le centrali che non servono, a cominciare proprio da quelle piu’ inquinanti, e sostituirle con la produzione di elettricita’ da fonti davvero pulite e rinnovabili: solo cosi’ intraprenderemo la strada che ci portera’ a uscire dalla crisi ed entrare nella Green Economy”. “Infatti, -prosegue l’associazione ambientalista- il carbone e’ un killer con licenza di uccidere. I tanti costi per l’ambiente, per la salute e per l’economia non vengono nemmeno contabilizzati, sono a carico delle persone, della collettivita’ e degli ecosistemi”. “Negli Stati Uniti -ricorda il Wwf- si e’ calcolato che ogni anno 13.200 morti siano dovuti agli effetti delle emissioni di gas inquinanti delle centrali a carbone. Le centrali a carbone, infatti, sono fonte di un cocktail micidiale di inquinanti, tra cui nichel, cadmio, piombo, mercurio, cromo, arsenico, fluoro, cloro e loro composti. Sono anche tra le principali cause delle piogge acide. Gli impatti di queste sostanze sul territorio hanno anche pesanti ripercussioni economiche per settori quali l’agricoltura, la pesca, il turismo e persino per il valore delle proprieta'”. “Benche’ l’uso del carbone nel mondo sia in aumento a causa del prepotente sviluppo delle economie emergenti (Cina e India innanzi tutto), questi Paesi -sottolinea il Wwf- stanno adottando provvedimenti per limitare le proprie emissioni. ‘La Cina non permettera’ che le proprie emissioni pro capite di CO2 raggiungano i livelli di quelle degli Stati Uniti’ ha dichiarato lunedi’ scorso Xie Zhenhua, vice presidente della commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme. Ma anche gli Usa stanno invertendo la rotta: il Sierra Club ha calcolato che dal 2000 ben 152 centrali a carbone sono state chiuse o ne e’ stata impedita l’apertura”.
“Anche gli investitori -sottolinea ancora il Wwf- stanno rivedendo la loro politica politica: Morgan Stanley, Citi, J.P. Morgan Chase, and Bank of America hanno gia’ dal 2008 dato una forte stretta ai finanziamenti per le centrali elettriche a carbone, e altrettanto hanno fatto di recente, insieme al Climate Group, BNP Paribas, Credit Agricole, F&C Asset Management, HSBC e Standard Chartered. Gli investimenti stanno prepotentemente andando verso le energie davvero pulite e rinnovabili, passando da 165 miliardi di dollari nel 2009 a 211 nel 2010”. “Dunque il carbone oggi e’ un ritorno al passato, dovuto solo -conclude il Wwf- a esigenze contingenti delle compagnie elettriche che non tengono conto ne’ delle prospettive future (anche proprie), ne’ dell’interesse generale del Paese, ne’ tantomeno dell’interesse delle popolazioni locali, per non parlare del clima, dell’ambiente e della biodiversita'”.
