Cargo incagliato in Nuova Zelanda: soccorsi al lavoro prima che si spezzi

Sono riprese le operazioni di soccorso per fermare la marea nera che fuoriesce dalla nave cargo Rena, incagliatasi il 5 ottobre sulla barriera corallina al largo delle coste settentrionali della Nuova Zelanda. La nave ha gia’ perso oltre 700 tonnellate di gasolio, che si sono riversate in mare provocando uno dei peggiori disastri ambientali mai avvenuti nel Paese. La marea nera ha raggiunto la costa nella zona di Bay of Plenty, famosa per lo straordinario quanto fragile ecosistema, provocando la morte di centinaia di uccelli marini. I soccorritori sono all’opera per cercare di pompare in navi cisterne quello che rimane del carico, ma le condizioni di lavoro sono critiche. “C’e’ qualche speranza di riuscire a riprendere le operazioni di pompaggio domani” ha dichiarato Matthew Watson della compagnia di salvataggio Svitzer, sottolineando tuttavia la “nave e’ molto pericolosa“.

Intanto, sei dei 25 membri dell’equipaggio filippino sono stati trasferiti in un luogo segreto per timore di rappresaglie mentre gli altri sono stati rimpatriati dopo essere stati ascoltati dalle autorita’ neozelandesi. In settimana, il comandante della Rena e il suo secondo sono stati incriminati per l’incidente. Il sindaco della cittadina di Tauranga ha invitato la popolazione a non riversare rabbia e frustrazione sui membri dell’equipaggio, considerati “anche loro delle vittime“. Squadre di soccorritori sono all’opera anche sulla terraferma per ripulire le coste dal gasolio. Le autorita’ marittime hanno fatto sapere che l’ondata di greggio si e’ assottigliata ma il suo fronte si e’ ampliato e minaccia anche la localita’ di Whakatane, a 90 chilometri da Tauranga. Ai cittadini volenterosi che si erano attivati per aiutare nelle operazioni e’ stato ordinato di abbandonare le spiagge, mentre i residenti nelle vicinanze della costa sono stati invitati a tenere le finestre chiuse per evitare le esalazioni.