
Di solito, con poche eccezioni, la popolazione non percepisce il terreno iberico come un terreno perocoloso dal punto di vista dei terremoti nonostante, a causa della sua posizione geografica (tra l’Oceano Atlantico e il Mediterraneo) si trovi in una zona altamente esposta a terremoti di diversa grandezza. La stragrande maggioranza non sono percepiti dalla popolazione, ma sono molto presenti e servono come un avviso di potenziali disastri.
In tutta la storia della penisola iberica sono stati numerosi forti terremoti nella faccia altlantica come quello di 24 agosto 1356 che ha causato danni significativi e che si è verificato a Siviglia, o quello del 1° novembre 1755, noto come il terremoto di Lisbona, che ha comportato uno tsunami di quasi 15 metri di altezza. Questo terremoto ha distrutto parte della capitale portoghese, causando danni a Huelva e Cadice, ed è stato avvertito in gran parte dell’Europa occidentale. Ma anche il fronte mediterraneo è stato sottoposto a grandi movimenti di terra, come il sisma di Torrevieja del 21 marzo 1829, di magnitudo 6,6 richter, con epicentro nel Bajo Segura (a sud-est della penisola), che ha provocato 839 morti e 2.965 edifici distrutti. Varie località della zona, come Torrevieja, Guardamar e Almoradi, sono state rase al suolo e poi completamente ricostruite.
Negli ultimi 130 anni i terremoti sono stati ridotti in intensità e magnitudo, perche dopo il terremoto del 1884, centrato a Granada (ha causato 800 morti e 400 feriti), la maggior parte dei terremoti che si sono verificati in Spagna non hanno avuto tragiche conseguenze a causa della loro bassa intensità.
Ma quest’anno ci sono state varie scosse sismiche avvertite dalla popolazione di Spagna e Portogallo. Uno dei più devastanti degli ultimi anni ha avuto il suo epicentro molto vicino la cità di Lorca nella regione di Murcia (sud est della Spagna), dove la mattina dell’11 maggio 2011 un terremoto di magnitudo 5,2 della scala Richter e poi uno di 4,4 dopo poche ore ha causato la morte di nove persone e ha lasciato più di 20.000 sfollati e migliaia di persone che hanno visto le loro case crollate perché non potevano rimanere in piedi.
Questo terremoto ha avuto una grande “eco” mediatica anche in Italia dove in molti, proprio per quel giorno, l’11 maggio, si aspettavano un forte terremoto a Roma secondo le previsioni dello storico studioso dei terremoti Raffaele Bendandi, poi rivelatesi infondate. Curioso, comunque, che il sisma di Lorca sia avvenuto proprio quello stesso giorno.
Ancora oggi, in Murcia, cinque mesi dopo il sisma, molti non sono ancora potuti rientrare nelle loro case, e sono costretti a vivere nei campi di acoglienza in attesa di una soluzione governativa. Il dramma di Lorca è stato vissuto con particolare sensibilità da parte degli spagnoli, perchè era da tanto che non si viveva nel Paese una catastrofe naturale di tale portata.
Dal 19 luglio sono stati registrati più di 8.000 terremoti sull’isola, con un picco di 400 il 20 agosto, ma la recente dichiarazione di allerta è stata lanciata a causa di due recenti terremoti che hanno superato il minimo di 2.6 gradi sulla scala Richter che segna il protocollo delle Nazioni Unite, raggiungendo i 3,8 gradi negli ultimi giorni di settembre. Proprio la scorsa notte abbiamo avuto un altro picco con un terremoto di magnitudo 3,8 richter e decine di scosse di magnitudo superiore a 3,0.
Con l’aumento crescente di intensità e profondità dei movimenti sismici, si è iniziato a parlare di protocolli di evacuazione per la possibilità che l’isola possa avere un’eruzione vulcanica che possa minacciare la vita dei suoi abitanti. La verità è che diversi gruppi di persone sono stati trasferiti per precauzione rispetto a un possibile grande terremoto.
Intanto sull’isola si sono trasferiti scienziati dell’Istituto Nazionale di Geografia e membri del governo per tenere sotto controllo la situazione e prepararsi a un eventuale intervento. I giorni continuano a passare e i terremoti registrati continuano ad essere di circa 3 gradi, senza aver – al momento – sfociato in un’eruzione vulcanica. Questa situazione, però, è certamente una vera e propria “spada di Damocle” sopra le teste degli abitanti di El Hierro che vedono come i loro giorni siano accompagnati da continui movimenti del terreno.
La settimana scorsa il governo delle Canarie ha indicato che è probabile che nei prossimi giorni possa crescere l’attività sismica, ma le autorità dicono che nell’isola si sono organizzati in modo tale da essere pronti a qualsiasi evenienza.
La crisi sismica che attualmente esiste nell’isola di El Hierro è un vero e proprio campanello d’allarme per tutti e un motivo di riflessione rispetto al potere incontrollabile della natura. L’isola è di formazione vulcanica ma, anche se la sua attività era ferma da centinaia di anni, non era mai del tutto scomparsa così come non deve mai scomparire la volontà di fare prevenzione e formazione nei confronti dei cittadini su questi eventi, anche se non ne siamo abituati