Gravi inondazioni devastano molte aree della Thailandia. Lambita l’area di Bangkok, ma il governo rassicura

Una drammatica immagine che mette in evidenza fino a che livello è salita l'acqua in alcuni villaggi della Thailandia centro-settentrionale

Forti piogge e violenti temporali hanno provocato gravi inondazioni che si sono estese in molte aree della Thailandia settentrionale e centrale. Finita la stagione dei Monsoni il grande paese asiatico (una delle nuove potenze economiche sfornate dal grande continente) fa la conta dei danni cagionati dalle devastanti alluvioni che hanno messo sott’acqua quasi mezza Thailandia, con interi villaggi e centri abitati sommersi da oltre 1-2 metri di acqua. Buona parte delle abbondanti precipitazioni che hanno inondato il territorio thailandese sono da attribuire ai resti dei vecchi ed ex tifoni che durante il mese di Settembre hanno imperversato sul mar Cinese Meridionale. Molte di queste tempeste, infatti, dopo aver attraversato il mar Cinese Meridionale, hanno finito la loro corsa (landfall), ridotte a semplici tropical depression, tra l’entroterra vietnamita, le zone montuose del Laos e il nord della Thailandia, scaricando severe precipitazioni a carattere torrenziale per giornate intere, con accumuli di oltre i 300-400 mm in meno di 24 ore. Alcune di queste perturbazioni tropicali, pur transitando sopra l’entroterra del Tonchino (nord del Vietnam) e del Laos, sono riuscite a penetrare con i loro resti fino alle regioni settentrionali della Thailandia e all’est del Myanmar, dove si sono scatenati veri e propri diluvi di acqua che hanno gonfiato i tanti fiumi e corsi d’acqua che attraversano il Laos e la Thailandia.I tifoni, come sapete, possono apportare un quantitativo d’acqua di gran lunga superiore a quello prodotto da un normale uragano atlantico o del golfo del Messico, merito dell’enorme quantitativo di acque calde e calore latente fornito dai bacini dell’Asia meridionale (mar delle Filippine, mar Cinese Meridionale, mar Cinese Orientale).In alcune zone, fra l’estremo confine settentrionale thailandese e il vicino Laos, solo nel mese di Settembre sarebbero caduti fino ad oltre 1000-2000 mm di pioggia. Nella Thailandia orientale sarebbero stati registrati accumuli di circa 1446 mm, si tratta di piogge di circa il 41% 45% superiori alla media per la stagione monsonica.Ciò spiega l’impeto delle grandi ondate di piena dei principali fiumi del paese che nel giro di pochi giorni si sono versate verso le pianure centrali e meridionali della Thailandia, sommergendo villaggi e città sotto più di 1-2 metri di acqua e cagionando la morte di oltre 200 persone.Ma morti e devastazioni, per alluvioni e straripamenti di corsi d’acqua in piena, vengono segnalate anche vicino i confini di Laos e Cambogia.

Molte città, come Nakhon Sawan, si sono trasformate in grandi specchi lacustri marroni. Sono oltre 61, sulle 77 province thailandesi, le città e i grandi centri abitati severamente colpite, anzi affondate, da queste terribili inondazioni che hanno seriamente compromesso la raccolta del riso nel paese. Ricordiamo che la Thailandia è il più grande esportatore mondiale di riso e molto probabilmente, nelle prossime settimane, in tutto il mondo si pagheranno le conseguenze di questo disastro, con un inevitabile quanto marcato aumento dei prezzi di questo bene, molto prezioso nelle culture dei paesi asiatici. Il 10 % del raccolto nazionale è ormai stato danneggiato. Secondo le autorità thailandesi sono circa 8.2 milioni le persone che sono rimaste coinvolte dalle alluvioni, ma si teme che questo numero, già di per se molto elevato, nei prossimi giorni possa crescere ulteriormente. Riguardo il bilancio provvisorio delle vittime, cagionate dalla furia delle acque, si parla di ben 283 morti, ma purtroppo tale bilancio sembra destinato a salire nei prossimi giorni, quando le acque inizieranno a ritirarsi, lasciando dietro di se scene di devastazione e danni che potrebbero ammontare oltre l’incredibile cifra dei 3.9 miliardi di dollari.Questo potrebbe rendere le inondazioni del 2011 il disastro più costoso nella storia thailandese, superando i 1.3 miliardi di dollari spesi in seguito ai danni causati  dalle alluvioni del 27 Novembre 1993.

Le inondazioni ora minacciano pure l’area metropolitana di Bangkok; ma il premier thailandese rassicura turisti e abitanti locali

Dopo essersi riversate sulle grandi pianure centrali, inondando campagne, città, villaggi, le ondate di piena dei fiumi thailandesi ora rischiano di raggiungere la capitale Bangkok, il cuore economico e commerciale dell’emergente potenza economica asiatica.Finora la parte centrale della grande città thailandese, una delle mete preferite al turismo internazionale, è stata risparmiata dagli allagamenti.Ciò è stato possibile grazie alla celere costruzione di muri di contenimento e ai canali scavati per deviare l’acqua, allontanandola dal centro cittadino.In queste ore, in attesa dell’ingresso dell’alta marea dal golfo del Siam, continuano gli sforzi per impedire che le inondazioni, che hanno già devastato un terzo del Paese, con circa trecento morti, riescano a penetrare fino alla zona centrale di Bangkok.A scendere in campo per rassicurare turisti e residenti ci pensa anche il premier thailandese, Yingluck Shinawatra, che assicura che Bangkok sarà risparmiata dalle peggiori alluvioni degli ultimi cinquant’anni in Thailandia. Un esercito di un migliaio di barche posizionate lungo il fiume Chao Phraya cerca di spingerne l’acqua verso il mare. Difficile, per ora, prevedere l’impatto di un simile sforzo. Difficile anche prevedere l’impatto della crisi sul turismo. E se il governo thailandese cerca in ogni modo possibile di convincere i turisti sul fatto che a Bangkok rischi non ce ne sono, secondo i media locali molti hanno già disdetto le prenotazioni e il ministero dovrà rivedere le stime degli arrivi per quest’anno. Un’ulteriore perdita che andrà ad aggiungersi agli oltre due miliardi di euro di danni che le alluvioni hanno già provocato.

In questa carta si può notare il piano adottato dal governo thailandese per difendere Bangkok dalle inondazioni (fonte BBC news).

Intanto la stagione dei Monsoni si può dire conclusa. L‘ITCZ, il “fronte di convergenza intertropicale”, arretra verso sud, posizionandosi attorno al golfo del Siam, dove è in azione una intensa attività convettiva, con frequenti formazioni temporalesche. Quel che preoccupa sono i residui di una umida e vecchia circolazione depressionaria tropicale che nei prossimi 2 giorni potrebbero arrecare altre piogge e rovesci nel sud della Thailandia, inclusa l’area di Bangkok che rimane in bilico per ciò che riguarda una possibile estensione delle inondazioni fino al centro della grande metropoli.Nei prossimi giorni il grosso delle precipitazioni convettive, legate all‘ITCZ, si concentreranno sul golfo del Siam, liberando in parte il sud della Thailandia.Prima di concludere annotiamo che le anomalie positive riscontrate sui mari che si facciano alla Thailandia e Cambogia si attestavano attorno i +0.3°.Questa piccola percentuale in eccesso, che sembrerebbe insignificante, è bastata a fornire maggior vapore acqueo all’atmosfera, dando la stura a fasi precipitative più violente.

Le inondazioni in Thailandia viste dal satellite