Il satellite tedesco ROSAT è finito probabilmente nel Nord-Est dell’Oceano Indiano, nella baia del Bengala, come riportano i funzionari dell’agenzia spaziale tedesca. Il satellite è rientrato in atmosfera alle 1:50 GMT di Domenica 23 Ottobre. L’agenzia spaziale tedesca afferma che non è attualmente noto se tutti i frammenti del satellite da 2,7 tonnellate abbiano raggiunto la superficie terrestre dopo il rientro in atmosfera. I detriti erano attesi per un’area vasta 80 chilometri. “Con il rientro di ROSAT, una delle missioni spaziali tedesche di maggior successo scientifico è stata portata definitivamente a termine“, afferma in un comunicato Johann-Dietrich Wörner, presidente del comitato esecutivo del Centro aerospaziale tedesco. “La dedizione di tutti coloro che sono stati coinvolti ed i nostri partner nazionali e internazionali è stata esemplare, e sono tutti meritevoli del mio sincero ringraziamento“, aggiunge il presidente. ROSAT fu lanciato nel giugno 1990 per condurre un sondaggio spaziale con il suo telescopio a raggi X. Nel 1998, una missione ulteriore fallì e il satellite ha subìto danni permanenti quando i suoi sensori a raggi X sono stati puntati direttamente verso il Sole. La navicella spaziale è stata ufficialmente chiusa nel febbraio 1999. Secondo i funzionari DLR, l’ora esatta e il luogo di impatto di ROSAT, sarebbero stati calcolati utilizzando i dati del percorso orbitale e da altre informazioni di monitoraggio fornite da partner internazionali, compresi gli Stati Uniti. Nonostante il satellite possa aver subito gravi danni per attrito nell’atmosfera, i funzionari aerospaziali tedeschi hanno stimato che 30 grossi detriti, per un peso di circa 1,9 tonnellate, possano essere sopravvissuti nel “viaggio di fuoco” nella nostra atmosfera. Frammenti composti principalmente di materiale refrattario, come specchi e ceramica. ROSAT ha cominciato a far parlare di se subito dopo l’impatto in oceano Pacifico del satellite UARS della NASA nello scorso 24 Settembre, per quello che è stato il più grande satellite NASA a cadere in maniera incontrollata dal 1979. Tornando a ROSAT, pochi giorni prima del rientro in atmosfera, il satellite a raggi X è stato preso di mira dai monitoraggi radar presso l’istituto Fraunhofer per la Fisica ad alta frequenza e da Wachtberg, vicino Bonn. TIRA fa parte di una rete globale di stazioni di monitoraggio che ha raccolto i dati relativi a ROSAT. Da questi dati, l’orbita è stata determinata e le immagini sono state prodotte. Questo esempio, acquisito il 20 ottobre 2011, mostra chiaramente il palo dell’antenna del satellite.
