Alla fine di Agosto una violenta esplosione stellare è stata catalogata come la più vicina degli ultimi decenni. Ora, a distanza di qualche settimana la supernova sta creando decisamente scalpore. Studenti dell’Università di Delaware, coordinati dal Prof. Judi Provenzale di Astronomia, hanno fotografato la stella esplosa nelle scorse settimane dall’osservatorio astronomico a Greenville, nello stato di Delaware, attraverso il telescopio da 24 pollici di diametro. “La supernova è l’oggetto più luminoso in basso al centro dell’immagine“, osserva Provenzale. “E ‘la supernova più luminosa degli ultimi 20 anni e potrebbe essere visibile con un binocolo.” La stella luminosa, nota come PTF 11kly, finirà per svanire nel prossimo anno o giù di lì per poi trasformarsi in una stella di neutroni o in un buco nero. Il materiale espulso al momento dell’esplosione è in grado di formare nuove stelle. Secondo provenzale, PTF 11kly è una supernova di tipo “1 bis”, che significa che è la metà di una “squadra stellare”, conosciuta come una stella binaria. Una delle stelle è una stella “normale”, e l’altra è una nana bianca, una stella super-densa delle dimensioni della Terra ma con massa pari a quella del nostro Sole. Poichè non si verificano le reazioni nucleari nel suo nucleo, la nana bianca non genera alcuna energia interna e quindi non si verifica la “pressione di degenerazione di elettroni”, che si verifica quando un gran numero di elettroni vengono compattati strettamente in un piccolo volume. Le due stelle a stretto contatto del sistema binario, sono così vicine che la stella “ordinaria” trasferisce del materiale alla stella compagna. Quando la nana bianca acquisisce tanto di quel materiale da raggiungere una massa critica (circa 1,4 volte la massa del Sole), la pressione di degenerazione degli elettroni non riesce e la stella collasserà su se stessa. Questo produce l’esplosione stellare, ossia la supernova che noi osserviamo. Questi sono i tipi di supernova utilizzati per determinare l’espansione dell’universo. La galassia che ospita la supernova fu scoperta nel 1781 dall’astronomo francese Pierre Méchain, il quale pensò che fosse una nebulosa, ossia una nube di gas con formazione stellare. Soltanto Erwin Hubble in futuro, grazie a strumentazioni più sofisticate, riuscì a dimostrare che l’oggetto fosse in realtà una vera e propria galassia. L’oggetto entrerà a far parte anche del catalogo Messier quale co-scopritore, con la denominazione di M101. A quei tempi, prima della risoluzione di Hubble, l’oggetto poteva rappresentare una potenziale cometa, visto che con i telescopi dell’epoca appariva come un oggetto sfocato fisso nel cielo. La Galassia Girandola è una galassia a spirale molto simile alla nostra Via Lattea. Si definisce a spirale proprio per le sue braccia (o raggi) a forma di spirale, che curvano lontano dal centro di un disco di stelle molto concentrato. Le stelle poste nella parte più esterna sono più giovani e quindi più calde e più luminose, a differenza di quelle del centro, più fioche. La galassia M101 può essere osservata con un comune binocolo osservando nella costellazione dell’Orsa Maggiore, ma naturalmente serve uno strimento più grande per poter cominciare a distinguerne qualche dettaglio. La sua individuazione è facile, grazie alla presenza di un’appariscente concatenazione di stelle di sesta e settima magnitudine ad est della brillante stella Mizar.
L’esplosione stellare più luminosa degli ultimi 20 anni visibile nel cielo notturno
Credit: University of Delaware
