Margherita Hack al Festival della Scienza di Genova: “ci manca solo viaggiare alla velocità del pensiero”

Viaggiare alla velocità del pensiero, è la sola immagine che ancora la fantascienza può regalarci. Delle idee dei grandi scrittori di fantascienza molte si sono trasformate in realtà e i nuovi strumenti per l’osservazione dell’universo ci hanno regalato l’immagine di un nuovo cosmo, passando dal vedere il cielo da una piccola finestra a poterlo esplorare oltre al visibile. Ne ha parlato l’astrofisica e divulgatrice scientifica Margherita Hack in una conferenza dedicata alla scoperta dell’universo durante il Festival della Scienza di Genova. Sin dall’antichità il cielo stellato ha attirato la curiosità di tutti e le più grandi menti hanno cercato di coglierne i meccanismi. “Oggi si osserva il cosmo in tutte le parti del suo spettro“, ha spiegato a margine la Hack, “quando fino a pochi decenni fa, prima dell’avvento dell’era spaziale ne vedevamo solo un pezzetto, quello del visibile“. Anche l’attività dei ricercatori è cambiata, ha continuato ancora l’astrofisica italiana, “ogni osservatorio aveva il suo strumento e la sua importanza risiedeva proprio in quello, oggi non si usa più il proprio strumento ma c’è bisogno di gruppi internazionali e gli strumenti devono essere in posti molto isolati e estremi come ad esempio il deserto di Atacama in Cile“. I grandi scrittori di fantascienza del passato, come Asimov, e i fumetti hanno creato un immaginario nelle nostre menti che si Š trasformato in realtà “E’ rimasto poco spazio all’immaginario“, ha commentato Hack, “ci resta solo di viaggiare alla velocità del pensiero, quella della luce ha infatti molti limiti“.