Oggi, lunedì 17 ottobre, siamo a tutti gli effetti oltre il giro di boa della stagione autunnale: con settembre e la prima metà di ottobre, infatti, metà autunno è già passato e, fino alla fine di novembre, ce ne aspetta esattamente altrettanto, un mese e mezzo. Poi, dal 1° dicembre, sarà inverno. Almeno dal punto di vista statistico e meteorologico (le stagioni meteorologiche, infatti, sono trimestrali e si differenziano da quelle astronomiche, per semplicità di analisi climatica).
Che autunno stiamo vivendo? Senza ombra di dubbio il mese di settembre è stato caldissimo in tutt’Italia, ma soprattutto al centro/nord. Ed è stato anche un mese molto secco, con una sola sfuriata di freddo (record!) e maltempo a metà mese, e per il resto tanto sole dovuto a un possente e indisturbato anticiclone.
Nella prima metà di ottobre le cose sono cambiate, almeno in parte. Abbiamo già avuto due sfuriate nordiche molto fredde (in alcuni casi da record!), ma le Regioni del nord sono state quasi completamente saltate dal maltempo. Continua, quindi, la fase secca iniziata a Ferragosto per le Regioni centro/settentrionali, mentre al sud si sono susseguite piogge torrenziali, in alcuni casi alluvionali (vedi in Sicilia e in Campania). Anche le anomalie termiche sono rimaste prevalentemente positive al centro/nord mentre al sud ci si è mantenuti in linea con le medie del periodo, eccezion fatta per gli ultimi giorni in cui sta facendo decisamente freddo in tutt’Italia.
Questo tipo di situazione è abbastanza anomala: mancano, infatti, le tipiche configurazioni autunnali e il maltempo si sta concentrando al centro/sud saltando completamente il nord. L’azione barica Europea è dettata da un flusso zonale Altissimo, disturbato da pochi scambi meridiani che proiettano verso sud degli affondi freddi e perturbati fin nel Mediterraneo.
Adesso la situazione sembra cambiare: nei prossimi giorni, tra mercoledì 19 e giovedì 20, avremo un netto peggioramento Atlantico con una saccatura da manuale della meteorologia per quanto riguarda la stagione autunnale, e torneranno piogge intense e abbondanti al centro/nord, specie nel Triveneto e nelle Regioni Tirreniche (Toscana, Lazio e Campania). Ancora incerta l’evoluzione per la III^ decade del mese: continuerà l’andazzo delle ultime settimane, oppure ci sarà una svolta barica che porterà continui treni perturbati dall’Atlantico verso l’Italia? Lo potremo scoprire solo nei prossimi giorni.
Ma allora, che inverno sarà? E’ ancora troppo presto per capire l’evolversi della prossima stagione invernale. Come scriviamo sempre, le previsioni stagionali lasciano il tempo che trovano ed è normalissimo, in questo periodo, leggere e ascoltare tutto e il contrario di tutto.
Quello che possiamo dire è che se l’andazzo di questa prima metà di autunno (che poi è stato anche l’andazzo della scorsa primavera e di gran parte dell’estate!) dovesse rimanere immutato, per il centro/nord si prospetta un inverno fresco ma molto secco, mentre per il Sud potrebbe essere un inverno freddo ed estremamente piovoso, quindi una stagione particolarmente nevosa.
Ma non è detto che l’attuale situazione resti immutata, anzi … attendiamo una svolta stagionale che potrebbe arrivare da un momento all’altro, e un così netto ritardo stagionale può farci pensare a uno slittamento in avanti dell’arrivo dell’inverno, che potrebbe iniziare a fare sul serio solo da gennaio in poi, con un autunno che si prolunghi per tutto dicembre fino a Natale, che per giunta è il periodo più favorevole al flusso Atlantco da ovest verso est, per recuperare il tempo perduto (settembre è stato un mese praticamente estivo, almeno al centro/nord).
Ovviamente tutte queste proiezioni lasciano il tempo che trovano e per capire davvero che inverno sarà, dovremo aspettare che inizi per analizzarlo settimana per settimana e giorno per giorno.
E anche se le tre sfuriate nordiche che abbiamo avuto nelle ultime settimane (a metà settembre, lo scorso weekend e negli ultimi giorni) hanno avuto caratteristiche invernali per via delle basse temperature, non dobbiamo dimenticarci che siamo ancora a metà ottobre, a metà autunno, ben lontani dall’inizio della stagione fredda. Per cui, per adesso, è bene concentrare tutte le nostre attenzioni sulla stagione in corso, rimandando di almeno un mese le primissime prospettive (che ancora saranno molto poco affidabili!) sul tipo di inizio di stagione invernale.
Anche se probabilmente, quest’anno, dovremo aspettare ancora di più.
