Si tratta di un’iniziativa decisamente importante in una regione ad alto rischio sismico come la Calabria. Lo ha confermato lo stesso Laganà, aggiungendo che “la più dettagliata conoscenza del territorio in materia di risposta sismica consentirà di progettare le nuove costruzioni in maniera adeguata alle caratteristiche del terreno su cui le stesse dovranno sorgere, riducendo così il rischio sismico“. Ed è solo il primo passo: come ha spiegato Laganà, “questa prima tranche di 86 studi sarà seguita da ulteriori risorse, che consentiranno di estendere in maniera graduale gli studi di microzonazione sismica a tutto il territorio calabrese. Già nei prossimi giorni” – ha concluso – “si discuterà in conferenza Stato-Regioni una nuova ordinanza che prevederà ulteriori fondi per questo tipo di studi“.
Microzonazione sismica: gli studi in Calabria
