E’ la cementificazione del suolo la principale causa degli allagamenti che ad ogni nubrifagio bloccano la viabilita’ della Capitale causando disagi alla mobilita’ dei cittadini secondo il presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Gian Vito Graziano. “La costruzione di infrastrutture, che negli ultimi anni ha portato alla creazione di una nuova citta’ nella citta‘ – dichiara Graziano – ha causato l’impermeabilizzazione del territorio che non riesce piu’ ad assorbire l’acqua delle piogge“. Roma, dunque, secondo il geologo non avrebbe piu’ un sistema di drenaggio efficiente con la conseguenza che le precipitazioni, non riuscendo ad infiltrarsi piu’ nel sottosuolo, ‘ruscellano’, invece, in superficie.
Ad accrescere il problema la tropicalizzazione del clima con improvvise piogge torrenziali non distribuite nel tempo. “Le fognature non riescono piu’ ad accogliere acqua – continua il geologo – anche perche’ l’aliquota delle piogge e’ aumentata notevolmente negli ultimi anni“. Conclamata l’inefficienza dei normali sistemi di smaltimento, Graziano esorta a intervenire con rimedi che tengano conto anche dei nuovi cambiamenti climatici. Roma “andrebbe ripensata sotto il profilo idraulico applicando i nuovi concetti di clima e territorio“, aggiunge il presidente del Consiglio nazionale geologi. “Un’idea potrebbe essere quella di creare, cosi’ come si faceva una volta, dei ‘canali di maltempo’ che attraversano la citta’ da monte verso mare. Una specie di piccolo bacino geografico che, dato lo stato di urbanizzazione, potrebbe inserirsi nel sottosuolo. Bisogna ripensare a un governo del territorio, totalmente assente in Italia“.
Nubifragio Roma, “causato dalla cementificazione”
