
Idea bizzarra, che poteva venire in mente solo ad un eccentrico riccone inglese di meta’ Ottocento: riprodurre una citta’ che fosse un angolo di Inghilterra vittoriana nell’emisfero australe. Il giovane tory di nome John R. Godley che partori’ l’idea, nel 1850 la realizzo’ in un pezzo di Nuova Zelanda, costa orientale dell’Isola del Sud, che gli indigeni maori chiamavano Otautahi e che i colonizzatori europei ribattezzarono Christchurch (nome mutuato da un College di Oxford), nella provincia denominata Canterbury dalla cattedrale principale della Chiesa Anglicana. Anche i punti piu’ importanti Nella nuova citta’, fondata ufficialmente il 31 luglio 1856, non potevano che avere nomi inglesi, come la Christ College (come quello dell’universita’ di Cambridge) la scuola superiore; New Regent street, la strada centrale dello shopping con negozi e caffe’ all’aperto; il tram che percorre per 2 chilometri e mezzo la parte più antica e suggestiva della citta’, con edifici d’epoca, case chiese e giardini di puro stile vittoriano. Il paradiso terrestre di John R. Goodley e’ stato pero’ distrutto il 22 febbraio 2011 da un terremoto di magnitudo 6,3 richter, che ha raso al suolo gran parte del centro storico vittoriano, con la cattedrale anglicana e quasi tutto il resto. Sotto le macerie, 181 morti, circa 200 dispersi e 1500-2000 feriti. Ci sono state altre scosse, il 13 giugno e il 28 settembre 2011, altrettanto potenti, ma senza vittime. La Nuova Zelanda è zona sismica, perciò i quartieri moderni di Christchurch, costruiti con sistemi antisismici, hanno retto bene; sono quelli antichi che hanno ceduto al sisma. Oggi nella città neozelandese si sentono solo i motori delle ruspe e dei camion, e i tassisti dicono che tra 5 anni sarà tutto nuovo come prima.