
Un modello matematico ha scoperto perche’ alle api piacciono di piu’ i fiori dal nettare dolce, mentre farfalle e colibri’ preferiscono i fiori piu’ amari. Non e’ questioni di gusti, dice lo studio pubblicato sulla rivista dell’Accademia Americana delle scienze (Pnas), ma di differenti tecniche usate per succhiare il nettare. In pratica secondo i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology le api,a differenza degli altri animali, riescono ad aspirare il nettare piu’ vischioso reso tale dalla elevata concentrazione zuccherina. Gli animali che si nutrono di nettare, come uccelli, pipistrelli e insetti, devono mangiare rapidamente a causa della minaccia di predazione durante l’alimentazione. Anche se e’ vero che il nettare dolce fornisce piu’ calorie, sottolineano gli esperti, esso e’ anche viscoso e difficile da trasportare. I ricercatori coordinati da Wonjung Kim hanno riscontrato che la concentrazione di nettare che un animale consuma con piu’ efficienza non e’ determinata dalle dimensioni del corpo dell’animale, dalla specie, o dal livello di consumo – ma esclusivamente dalla tecnica usata per raccogliere il nettare: o l’immersione della lingua nel nettare o l’aspirazione. Per scoprirlo hanno sviluppato un modello matematico di immersione viscosa e lo hanno confrontato con i modelli esistenti di alimentazione basata sull’aspirazione. I risultati hanno suggerito che la concentrazione di zucchero ottimale per gli animali che si nutrono aspirando il nettare e’ del 30-40%, a fronte di una concentrazione di zucchero del 50-60% che rende il nettare viscoso e difficile da succhiare, eccetto che per le api.