Le gelide acque dell’Estremo oriente russo continuano a essere infestate di squali bianchi, pericolosi per l’uomo, che hanno addirittura cominciato a riprodursi. Il ramo di Vladivostok dell’Accademia delle scienze russa ha annunciato la cattura di un piccolo di squalo bianco, della lunghezza di oltre un metro, nella baia di Pietro il Grande, al largo dell’isola Popov, nel pressi di Vladivostok. “Il piccolo è lungo oltre un metro ed è nato da poco. Dato che i piccoli di squalo non fanno molta strada, è chiaro che è cresciuto nel mare di fronte a Vladivostok quest’estate” spiega una fonte dell’Accademia a Interfax. Il responsabile del laboratorio di Ittiologia Andrei Balanov sostiene che gli squali bianchi possono vivere in acque fredde, nonostante le temperature siano ormai scese attorno ai 13 gradi. “Ho la certezza che gli squali grigi e mako se ne sono andati. Le temperature non sono tollerabile per loro” ha detto Balanov, secondo il quale gli squali potrebbero lasciare l’area quando la temperatura dell’acqua scenderà sotto i 10 gradi. Il che per i meteorologi potrebbe accadere dopo il 20 ottobre. Ad agosto nell’area furono attaccate tre persone da squali bianchi, un fenomeno finora sconosciuto a queste latitudini che aveva sconcertao gli scienziati. L’unica specie di squalo autoctona è il cosiddetto gattuccio, che non attacca l’uomo.
Russia: gelide acque dell’isola Popov infestate di squali bianchi
