
Gli ultimi aggiornamenti odierni confermano che il sistema chiuso, staccandosi dalla principale saccatura atlantica, mentre si verificherà un netto aumento pressorio a Nord grazie alla congiunzione dell’anticiclone azzorriano con quello russo, faranno sì che possa isolarsi una trottola impazzita di intenso maltempo a carattere puramente alluvionale a ridosso delle coste orientali e meridionali sarde.
La ferita barica avrà tutte le caratteristiche tali da poter essere classificato come ciclone mediterraneo o bomba d’acqua con alto rischio di fenomeni abbondantissimi in alcuni settori delle due isole maggiori in circa 48-60 ore di eventi precipitativi che potrebbero persistere nelle aree maggiormente colpite.
Le aree a rischio saranno appunto le meridionali e orientali di Sardegna e Sicilia dove, se i lam confermassero tale dinamica, potrebbero cadere valori di 200-400 mm in punti esposti al flusso proveniente dal mare grazie agli umidissimi venti sud/orientali (scirocco) al suolo e componente eolica tra Ostro e Libeccio alle alte quote.
Celle temporalesche marittime risaliranno da Sud e Sud/ovest e impatteranno le zone suddette in modo costante con fenomeni prolungati nelle ore con un rate elevato o elevatissimo che potrebbe essere molto pericoloso qualora i fenomeni restassero bloccati in zone ristrette di queste zone.
Non è un bollettino di guerra ma se dovessimo dar un senso metaforico all’evento potrebbe davvero starci quest’affermazione anche grazie all’ormai alta affidabilità dei lam e modelli tutti concordi nell’inquadrare questi possibili pericolosissimi scenari per questo settore italico.
E’ difficile sciogliere la prognosi per la Calabria e le altre aree del Sud che rischiano di essere coinvolte nel peggioramento, ma bisogna individuare meglio la localizzazione della goccia fredda che tra sabato e domenica potrebbe prendere una strada diversa con numerose soluzioni riscontrabili in tali zone nel suiccessivo steep previsionale.
Infatti alcuni run si alternano a proezioni di severo maltempo alluvionale per le joniche sicule, mentre altre vedono il cut-off non abordare le coste della Sicilia con tale cattiveria per la possibile non avanzata del fronte pertubato veros levante o addirittura per il suo successivo sprofondamento verso il Nord Africa.
Continueremo a monitorare questa pericolosissima “bomba piovosa”: seguiteci per ulteriori aggiornamenti.
