In Turchia sale il bilancio delle vittime del terremoto che domenica ha colpito la provincia di Van, nel sud est del paese, al confine con l’Iran. Le vittime accertate sono ora oltre 430 e 1.350 i feriti. In serata – a quanto riferito da Al-Jazeera – e’ stata registrata nella zona una nuova scossa di 5.4 gradi della scala Richter. I soccorritori continuano a scavare tra le macerie e nel distretto di Ercis e’ stato estratto vivo un neonato di appena due settimane, in una battaglia contro il tempo per recuperare i sopravvissuti. Secondo quanto riporta il sito del quotidiano turco Today’s Zauman, stando ai dati del governo di Ankara sono 2.262 gli edifici crollati a causa del sisma di magnitudo 7,2. Decine di migliaia invece gli sfollati. Sempre il quotidiano riferisce che Massoud Barzani, il leader del governo autonomo curdo nel nord dell’Iraq, ha donato un milione di dollari per la Mezzaluna Rossa turca (che sta trasportando tende e aiuti) in sostegno di quanti sono stati colpiti dal terremoto. Il presidente Abdullah Gul si e’ detto felice di vedere tutta la nazione unita di fronte alla catastrofe. “Sono molto felice che la nostra nazione sia unita. Da ogni parte del paese tutti si stanno precipitando per aiutare le vittime come se avessero perso un parente nel terremoto. I nostri fratelli di Van non sono soli. L’aiuto dello stato e dell’intera nazione li sosterra‘”.
Un bambino di 10 anni e’ stato estratto vivo dalle macerie della sua casa nella provincia orientale di Van,. Lo riferisce l’emittente turca ‘Ntv’, precisando che il bambino, Serhat Gul, e’ rimasto sepolto per 54 ore prime che le squadre di soccorittori riuscissero a liberarlo. Secondo la tv, il bambino e’ stato immediatamente trasferito con un’ambulanza in ospedale dove sara’ sottoposto alle prime cure. Serhat era rimasto intrappolato tra le macerie del palazzo di sette piani dove viveva. In precedenza i soccorritori avevano salvato anche Azra, una neonata di due settimane nel distretto di Ercis, provincia orientale di Van. Insieme al neonato erano state tratte in salvo anche la madre e la nonna.
Il caso di Azra ”ha sicuramente del miracoloso, ma dal punto vista fisiologico e’ un evento possibile, perche’ l’organismo umano ha una grande capacita’ di adattarsi e un bambino ha una resistenza maggiore dell’adulto. In condizioni difficili ma non critiche, due giorni non sono impossibili da superare”. E’ quanto spiega all’Ansa Pasquale Di Pietro, primario del Pronto Soccorso dell’Ospedale Pediatrico Gaslini di Genova, aggiungendo: ”Certo bisogna vedere la dinamica della situazione e quali sono le condizioni attuali della bimba. Quasi certamente sara’ in prognosi riservata. Probabilmente la bimba e le donne sono arrivate proprio al limite della sopravvivenza. Quarantotto ore senz’acqua sono tante anche per un adulto. Ma l’organismo umano ha delle capacita’ che vanno al di la’ di quello che si crede comunemente, si adatta, riduce la sudorazione e il bisogno d’acqua. In aiuto arriva anche il sonno, che rallenta tutto l’organismo. Un bambino poi ha rapporto liquidi-massa corporea, maggiore di un adulto e un minor fabbisogno di ossigeno”. La bimba e’ stata trovata accanto alla madre, intrappolata sotto la nonna, e dopo che l’hanno estratta, i soccorritori hanno dovuto lavorare altre due per soccorrere le altre due donne. ”In questi casi – spiega il prof. Di Pietro – le condizioni ambientali, un ambiente umido oppure uno che non favorisce la sudorazione, sono di grandissimo aiuto, cosi’ come lo e’, per un bambino, la vicinanza di un adulto. Magari la madre puo’ essere riuscita anche a somministrarle dei liquidi”.