Aidaa: “47mila cani uccisi dai padroni nel 2010”

Abbandonati, maltrattati, avvelenati. Questo il destino di molti cani, in particolare cuccioli, che vengono uccisi dai propri padroni. Secondo quanto denuncia in una nota l’Aidaa – Associazione italiana difesa animali ed ambiente, il fenomeno è “altamente diffuso nelle regioni del centro e sud Italia e nel nord in regioni come il Veneto, l`est Lombardia (Brescia) e l`Emilia”. Insomma la mattanza dei cani “non graditi” coinvolge oltre 47mila cani di questi oltre l`80% cuccioli. L’uccisione di Fido è pratica comune nelle zone ad alta vocazione agricola e pastorizia, dove il cane viene visto ancora oggi come un oggetto, destinato alla cura del gregge o alla guardia della casa, e questa errata visione del cane come oggetto e non come soggetto “portatore di diritti e necessario di tutela” porta a disfarsi di quei cani adulti considerati malati o non più in grado di assolvere al compito al quale erano destinati. L’Aidaa che è iscritta nell`elenco delle associazioni portatrici di interessi diffusi dell`Unione Europea poi “ricorda i migliaia di cuccioli che giungono clandestinamente in Italia gia malati e che dopo essere rimasti invenduti vengono soppressi e le loro carni tritate e destinate a diventare cibo per animali nella migliore delle ipotesi”.