E’ passato esattamente un mese dal disastro delle Cinque Terre, quando, il 25 ottobre scorso, violente colate di fango e detriti colpirono duramente Monterosso, Borghetto Vara, Vernazza e altre “perle” dello Spezzino. Una bomba d’acqua provocata da piogge straordinarie, superiori ai 500mm nell’arco di poche ore, sulle colline della Liguria di levante e della Lunigiana. Da quel momento, dopo la paura e dopo la disperazione, i residenti di questo luogo incantato si sono rimboccati le maniche e si sono messi a lavorare. A Vernazza, però, la situazione è ancora difficile.
L’identita’ di questo paese la riassume il carattere del suo sindaco, Vincenzo Resasco, che da quel giorno non ha mai perso la voglia di farcela e si e’ messo a spalare, a coordinare gli aiuti, a dare consigli, a consolare. ”Ce la faremo – ha detto sorridendo -. Il paese tornera’ uguale a prima e forse piu’ bello ancora. La situazione non e’ facile ma abbiamo riscoperto il senso della comunita’ e questo ci da’ una forza incredibile”. Dietro al muro di fango e detriti c’e’ la cucina da campo della Marina militare, c’e’ la chiesa trasformata in luogo dove poter trovare cibo e pregare.
Nel piccolo municipio abbarbicato in cima al paese, diventato ormai un Centro operativo permanente, c’e’ la forza del sindaco e un via vai di tecnici, volontari, gente comune. In confronto a un mese fa, adesso una parte delle case ha la luce e l’acqua potabile ”non c’e’ il gas ma ci arrangiamo”, c’e’ ancora fango ma non e’ piu’ alto come prima. Via Roma, la strada centrale che e’ stata sommersa da oltre un milione e mezzo di metri cubi di fango e rocce che hanno raggiunto i 4 metri e passa d’altezza, e’ quasi sgombra. L’immagine del comignolo che spuntava dai detriti a significare l’immensa portata di fango e rocce venuti giu’ dalla collina e’ adesso un ricordo, simbolo stesso di quel che e’ successo. Le carcasse delle auto, spinte fino in mare dalla forza dell’onda di piena sono sparite. ”Ci sono ancora mille cose da fare – ha detto il sindaco – ma non ho dubbi che ce la faremo. La solidarieta’ ci viene da tutto il mondo. I nostri ospiti americani chiedono notizie sui residenti. Li chiamano per soprannome, vogliono sapere come stanno. Sul sito che abbiamo approntato per informare a che punto sono i lavori, in tanti ci scrivono, chiedendo notizie, lasciando pensieri”. E lasciano soldi. Tramite il sito sono gia’ stati raccolti oltre 68 mila euro che andranno ad aggiungersi ai fondi statali e regionali per l’emergenza. Il sindaco guarda giu’, verso la ferrovia dove da pochi giorni il trenino ha ripreso le sue corse, verso quel paese che sembrava perso per sempre e che invece sta riemergendo dal fango. Guarda quel mare che ha partorito, il 25 ottobre, un grande furioso tornado e si coccola con gli occhi i volontari, quella manciata di ragazzi e ragazze che hanno compiuto il miracolo. Sul muretto della chiesa, in fila, ci sono 20 paia di guanti ad asciugare: ”Ecco, guardate la’. Guardate quei guanti: Noi lo sappiamo di non essere soli”.
