Alluvione Genova, bufera sul Sindaco Marta Vincenzi. Ma siamo sicuri che sia tutta colpa sua?

Sono passati quasi due anni da quel giorno dell’inverno 2009/2010 quando il Sindaco di Genova, Marta Vincenzi, decise in maniera preventiva di chiudere scuole e uffici alla luce di una previsione meteorologica chiara e precisa: “arriverà tanta neve“. Poi non nevicò: la temperatura si mantenne bassissima ma a causa dello scirocco in quota, sulla città ci fu il fenomeno del gelicidio. E imperversarono polemiche per giorni, sull’inefficienza e l’incompetenza dell’Amministrazione Comunale che aveva provocato gravi disagi, bloccando la città, “senza alcun motivo“.
Più recentemente una cosa simile è successa a New York, e deve ricordarselo bene chi oggi porta l’evacuazione della “Big Apple” di fine agosto per il passaggio dell’uragano Irene come esempio. E’ vero, più di 350 mila newyorkesi furono evacuati in modo preventivo per paura che l’uragano Irene potesse fare gravi danni; ma è anche vero che poi la tempesta arrivò con meno intensità delle previsioni sulla metropoli statunitense, e per settimane intere il Sindaco fu nella bufera perchè non avrebbe dovuto “spendere tutti quei soldi” e “generare allarmismo per quattro gocce d’acqua“. Anche in Italia se n’è parlato tanto, e in molti hanno evidenziato la “solita esagerazione degli Americani“, testuali parole.
Adesso, affinchè sia chiaro a tutti, un’attenta riflessione può portarci a sottolineare che è molto meglio esagerare nelle allerte e nelle misure di prevenzione anzichè sottovalutare i possibili eventi calamitosi e subirne le conseguenze in modo impotente.
In questi giorni a Genova imperversano accese polemiche sul Sindaco e sulle responsabilità di quest’alluvione, com’era già accaduto nei giorni scorsi ad Aulla, in Lunigiana, o anche a Roma per il nubifragio di ottobre contro il Sindaco Alemanno. E’, quindi, una reazione che rientra nella natura e nella forma-mentis umana.

Ma siamo sicuri che la colpa del disastro di Genova sia del Sindaco Vincenzi?

I cittadini sono furiosi. “Doveva chiudere le scuole, doveva dirci di non uscire di casa” urlano nelle trasmissioni televisive rossi di rabbia. Ma sui giornali locali usciti venerdì mattina, c’erano già le prime polemiche di cittadini e commercianti rispetto alla scelta, del giorno prima, del Comune di chiudere alcuni uffici, alcune zone della città e di invitare i cittadini delle aree a rischio a non rimanere nei piani bassi e a non aprire i negozi. “E’ la solita allerta infondata“, dicevano.
E’ evidente che in queste situazioni chi si trova a dover prendere delle decisioni, estremamente difficili e delicate, comunque vada venga furiosamente criticato. Se l’allerta non viene lanciata ma poi si verifica un evento grave, assistiamo al siparietto di questi giorni con una città intera a invocare le dimissoni e accusare il Sindaco di gravi responsabilità. Se l’allerta, invece, viene lanciata ma poi l’evento meteorologico non si verifica (parliamo pur sempre di previsioni, non di certezze), allo stesso modo si accusano le autorità competenti. E, si badi bene, non è che l’alluvione di Genova era così prevista o prevedibile. Parlavamo da giorni di allerta massima e di forte maltempo al nord/ovest, ma nessuno avrebbe potuto localizzare in modo preciso quell’evento se non nel nowcasting, quindi pochi minuti prima del disastro, perchè s’è verificato a Genova ma si sarebbe potuto verificare a Imperia, a Savona o nuovamente nello Spezzino, e le attuali tecniche previsionali non ci consentono di poter localizzare in modo preciso eventi così estremi.
Anche per la prossima notte prevediamo altri possibili temporali alluvionali in Liguria, ma non possiamo dire con certezza dove colpiranno.

In questi casi, la “prevenzione a prescindere” è l’unica soluzione non per “evitare i disastri“, che non si possono evitare, ma per evitarne le gravi conseguenze sulla popolazione. Un pò come per i terremoti, che sono impossibili da prevedere ma che si possono prevenire costruendo in modo antisismico. Per quanto riguarda le alluvioni, bisogna costruire solo nelle aree in sicurezza, non urbanizzare selvaggiamente il territorio come purtroppo accade in molte città d’Italia e del mondo. E la colpa non è solo delle autorità: i cittadini preferiscono dedicarsi alla bellezza e all’estetica delle loro abitazioni piuttosto che alla sicurezza e alla manutenzione strutturale, alla localizzazione e al rispetto delle regole.
Ecco perchè questi disastri, purtroppo, continuano a seminare morte e distruzione. Genova è una città costruita sui torrenti. “Sui” torrenti nel senso che tanti corsi d’acqua passano sotto la città perchè sono stati interrati, fagocitati dal cemento.
E quando si verificano piogge eccezionali, così intense (e in Liguria sappiamo che succede ogni tot. di anni, quella di venerdì scorso non è stata la prima alluvione nè la più intensa), la natura si riprende i suoi spazi. Senza guardare in faccia nessuno.