Alluvione Saponara (Me): 4 morti, non si cercano dispersi. Gabrielli arriva in Sicilia

Non ci sono altri dispersi: le quattro vittime di cui abbiamo dato notizia nella notte dovrebbero essere il bilancio definitivo dell’alluvione che ieri ha colpito il Messinese Tirrenico. La tragedia si è verificata nella frazione Scarcelli di Saponara, piccolo comune in provincia di Messina, dove una colata di fango ha devastato diverse abitazioni. Un bambino di dieci anni ha perso la vita inghiottito dalla frana staccatasi dal costone che sovrasta il paese a causa delle piogge torrenziali che hanno interessato il versante orientale siciliano nelle ultime 24 ore. Insieme al piccolo sono morti, trascinati dalla furia delle acque, anche altre tre persone: un uomo con suo figlio e una ragazza, di cui si erano perse le tracce subito dopo lo smottamento che ha investito il paese, mentre una donna è stata salvata dai vigili del fuoco e dal personale della Protezione civile. A distanza di due anni dall’alluvione di Giampilieri, in cui morirono 37 persone, la provincia di Messina rivive dunque l’inferno dell’acqua dei torrenti che si ingrossano e straripano, investendo interi Comuni, allagando strade, case e negozi; l’incubo del fango che travolge auto, motociclette e tutto ciò che incontra lungo la sua strada. Oltre alle quattro vittime di Saponara, il nubifragio ha causato il ferimento, in modo grave, di un uomo che si trovava a bordo di un escavatore, ribaltatosi dopo essere stato investito dalla frana a Monforte San Giorgio. Nel messinese sono migliaia le persone rimaste isolate; interrotta la distribuzione di corrente elettrica; chiuse l’autostrada A20 Palermo-Messina in entrambe le direzioni. Disagi anche nel traffico ferroviario, con i treni costretti a riparare in stazione in attesa di un miglioramento delle condizioni meteo. Nella zona di Barcellona Pozzo di Gotto i danni maggiori. Qui il torrente Longano è tracimato riversando in tutto il paese un’onda d’acqua e fango che ha portato via con sè auto, motociclette e tutto ciò che si trovasse per strada in quel momento. In tilt i centralini dei Vigili del fuoco, le cui squadre sono state chiamate per far fronte ad oltre cento esigenze d’intervento. A Milazzo il maltempo non ha risparmiato neanche l’ospedale, allagando diversi locali della struttura, e con i soccorritori costretti a trasferire nell’ospedale di Patti i cittadini tratti in salvo. Nel pomeriggio di ieri due persone, di 61 e 27 anni, sono state recuperate dal personale del 118, dopo essere rimaste bloccate per oltre cinque ore sul tetto della loro abitazione sommersa dall’acqua a Pozzo Perla. E’ finita invece in serata l’odissea di nove disabili e due operatori, rimasti bloccati al primo piano di un edificio a Barcellona Pozzo di Gotto, dopo che il piano terra si era completamente allagato. Completamente isolate anche le Eolie, i cui collegamenti sono interrotti da ieri pomeriggio. Isolato l’arcipelago delle Eolie, con traghetti e aliscafi costretti a restare in porto a Milazzo a causa del mare forza 7. Per oggi e domani il sindaco di Barcellona, Candeloro Nania, ha disposto la chiusura delle scuole e degli uffici comunali, ad eccezione di quelli deputati al coordinamento delle operazioni d’assistenza e soccorso.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, è tenuto costantemente informato sull’evoluzione del maltempo che ha colpito il sud Italia, ha dato indicazione al Capo Dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, di recarsi nelle zone alluvionate per verificare di persona la situazione e valutare gli eventuali necessari interventi. Il Capo Dipartimento, si legge in una comunicato, si sta dirigendo a Saponara, in provincia di Messina, dove nella tarda serata di ieri colate di fango hanno invaso il paese e sommerso alcuni edifici, provocando, al momento, quattro morti accertati.

Intanto stamattina le squadre dei vigili del fuoco stanno ancora scavando con le mani a Saponara: la zona e’ infatti raggiungibile solo a piedi e le ruspe non sono ancora riuscite a superare lo sbarramento di detriti e fango.

Non era una zona ritenuta a rischio quella in cui ieri si e’ verificata la tragedia”. Lo ha affermato il sindaco di Saponara, Nicola Venuto. ”Lo scorso anno – ha aggiunto il sindaco – c’erano stati degli smottamenti e segnalati dei rischi ma in un un’altra zona, non in questa”. Il sindaco ha confermato che per tutta la notte vigili del fuoco, Protezione civile, militari e volontari hanno scavato alla ricerca di dispersi nel tentativo di salvarli.