“Considerare la possibilita’ che zone fortemente esposte vengano sostanzialmente svuotate di attivita’ produttive e residenze perche’ il prezzo che si paga e’ troppo alto“. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Corrado Clini. “Abbiamo bisogno di aggiornare la mappa della vulnerabilita’ del territorio italiano e concentrare risorse per fare prevenzione – ha aggiunto – ovvero intervenire su fattori che nel suolo possono diventare causa di disastri“. Fra le priorita’, secondo Clini, c’e’ quella di “intervenire sui corsi d’acqua ed evitare che abbiano limiti di espansione nei momenti di piena“. E anche se e’ “molto faticoso immaginare che attivita’ consolidate per decenni probabilmente dovranno essere spostate“, e’ “ora di affrontare in questo modo il problema” e smetterla di “rincorrere le emergenze“. “Sono state utilizzate zone che gia’ 20-30 anni fa il buonsenso avrebbe suggerito di non utilizzare – ha detto il ministro – ma ci sono anche zone a rischio dove sono state realizzate attivita’ produttive e insediamenti abitativi teoricamente seguendo le regole perche’ prevedevano certe intensita’ di pioggia e una frequenza di eventi climatici estremi a cui ora sono esposte con frequenza piu’ alta perche’ il regime di pioggia e’ cambiato“.
