L’asteroide 2005 YU55, di cui abbiamo ampiamente parlato nei giorni scorsi, sarà alla minima distanza dalla Terra il 9 Novembre alle 00:28 ora italiana. Come abbiamo più volte ribadito non pone alcun problema per il nostro pianeta, che vista la distanza, non riuscirà ad attrarlo con la sua attrazione gravitazionale. Quando si parla di incontro ravvicinato infatti ci si riferisce con cognizione astronomica, ma la reale distanza del planetoide sarà di circa 327 mila chilometri, pari a 0.85 distanze lunari dalla Terra. L’incontro ravvicinato pone delle riflessioni in merito a questi eventi con altri corpi, i quali non sono affatto una novità. Osservando la superficie lunare è possibile notare come sia butterata da crateri da impatto, che indica che in passato enormi collisioni devono averla colpita. Ma senza andare troppo lontano, basta osservare i crateri presenti sul nostro pianeta, l’estinzione dei dinosauri avvenuta 65 milioni di anni fa, forse l’evento di Tunguska, e tanti altri episodi, che ci fanno comprendere come la natura faccia il suo corso a prescindere dalla nostra esistenza. Milioni di volte nel corso della storia della Terra, pezzi di roccia hanno sfiorato o addirittura colpito il nostro pianeta. Se vogliamo evitare tuttavia di fare la fine dei dinosauri, estinti probabilmente dall’impatto di un grande asteroide, dobbiamo avere la mentalità e la capacità di deviare un eventuale corpo in rotta verso la Terra. E per fortuna, con la tecnologia moderna, sappiamo come farlo, o quantomeno si spera. “Abbiamo le capacità per proteggere la Terra da impatti di asteroidi“, ha detto l’ex astronauta Rusty Schweickart, presidente della Fondazione B612, un gruppo dedito a prevedere e prevenire asteroidi che potrebbero risultare catastrofici. “Siamo in grado di ridisegnare leggermente e delicatamente il sistema solare al fine di migliorare la sopravvivenza umana“. In effetti, abbiamo diverse tecniche a nostra disposizione per spostare gli asteroidi killer lontano dalla Terra. Ecco un breve riepilogo delle frecce nella nostra faretra di una possibile difesa planetaria. Se i ricercatori rilevassero una roccia spaziale potenzialmente pericolosa molto tempo prima, l’opzione migliore potrebbe essere quella di inviare una sonda robotica verso il corpo. La modesta gravità della sonda eserciterebbe un’influenza sull’asteroide navigando con esso nello spazio. Nel corso di mesi o di anni, questo “trattore gravitazionale” sposterebbe l’asteroide in una diversa orbita più benigna. “È possibile ottenere un cambiamento molto preciso dell’orbita per la parte finale della deflessione utilizzando una tecnologia di questo tipo”, ha detto Schweickart a fine Settembre, durante una presentazione al Caltech di Pasadena in California, dal titolo “Spostamento di un asteroide”. L’umanità ha già dimostrato di saper tirare fuori una tale missione. Sonde multiple si sono già incontrate con asteroidi lontani nello spazio profondo, tra cui il veicolo spaziale Dawn della NASA, che è attualmente in orbita intorno a Vesta. E nel 2005, la sonda giapponese Hayabusa ha anche strappato alcuni pezzi dall’asteroide Itokawa, che ha inviato sulla Terra per le opportune analisi. Se ciò non dovesse bastare o se sapessimo con poco anticipo dell’arrivo di 
Asteroidi nei pressi della Terra: eventi tutt’altro che rari

Credit: NASA