
Nel 185 d.C. gli astronomi cinesi videro comparire una nuova stella molto luminosa in una porzione di cielo identificata sulle mappe stellari moderne con Alfa e Beta Centauri. La nuova stella fu visibile per mesi e si pensa che possa essere stata la prima supernova registrata nella storia. L’immagine qui accanto ripresa dai moderni telescopi spaziali in varie lunghezze d’onda come l’XMM-Newton, il Chandra a raggi X, lo Spitzer e Wise ad infrarossi, mostra proprio il resto di supernova RCW 86, ossia il resto di quella esplosione stellare. I falsi colori mostrano il gas interstellare riscaldato dall’onda d’urto dell’esplosione a raggi X (blu e verde) e la polvere interstellare a temperature più fredde in luce infrarossa (giallo e rosso). L’abbondanza di un elemento come il ferro e la mancanza di una stella a neutroni o pulsar, suggeriscono che la supernova originale fosse di tipo Ia. Questo tipo di supernovae sono eplosioni termonucleari che distruggono una stella di tipo “nana bianca”, piccola e molto densa, che raccoglie materiale da una compagna stellare in quello che viene definito sistema stellare binario. Le temperature registrate e la velocità dell’onda d’urto indicano che si sta espandendo molto rapidamente in una bolla di notevole densità. In prossimità del piano della nostra galassia Via Lattea, RCW 86 dista da noi 8.200 anni luce circa e ha un raggio stimato di 50 anni-luce.
