Per il grande pubblico lo scintillio delle stelle può essere molto romantico, ma per gli astronomi è un problema fondamentale. Come la luce passa attraverso le zone turbolente dell’atmosfera terrestre, è deviata in maniera irregolare ed è in continua evoluzione. Quella che al telescopio dovrebbe essere un’immagine nitida, per esempio, diventa un disco diffuso che danza avanti e indietro o si divide in diverse immagini parziali. Ecco il motivo per il quale prima di realizzare l’ottica adattativa gli astronomi erano costretti ad utilizzare telescopi spaziali, oppure attendere condizioni atmosferiche eccezionalmente buone – che accadono solo poche volte, se non mai, in un dato anno – per ottenere immagini nitide di oggetti celesti. In astronomia, con il termine seeing (dall’inglese to see = vedere) ci si riferisce all’effetto di sfuocamento degli oggetti astronomici dovuti all’ atmosfera terrestre e al rivelatore. Le condizioni di seeing per una determinata notte e località descrivono sia quanto l’atmosfera terrestre ha perturbato (a seconda della turbolenza e temperatura) l’immagine dei corpi celesti osservati che gli effetti strumentali (sfuocamento, inseguimento impreciso). Almeno per le immagini nel vicino infrarosso, a lunghezze d’onda leggermente più lunghe rispetto a quelle della luce visibile, gli astronomi possono anche affrontare il problema direttamente, utilizzando ottiche adattive (AO): la continua evoluzione dell’immagine è analizzata da un computer veloce che, in tempo reale, controlla uno specchio deformabile. Come l’immagine danza e si divide, viene ripristinata la nitidezza. Lo strumento NACO è stato il primo sistema di ottica adattiva associato al VLT (Very Large Telescope), la struttura terrestre fiore all’occhiello dell’ESO. Installato su uno dei quattro telescopi da 8,2 metri nel 2001, ha iniziato la sua attività scientifica (ha visto la sua “prima luce” come si dice in gergo astronomico) il 25 novembre 2001. NACO non è stato il primo strumento ad essere installato su strumenti di classe 8-10 metri, ma probabilmente quello di maggior successo. Con il suo aiuto, il VLT ha immediatamente raggiunto una risoluzione superiore a quella del telescopio spaziale Hubble – almeno a lunghezze d’onda infrarosse, dove NACO opera. I risultati scientifici provenienti da NACO vanno dalla ricerca del sistema solare alle galassie più lontane: lo strumento ha rivelato la luce a infrarossi dei vulcani singoli della luna di Giove, Io, e ha ottenuto alcune della prime mappe meteorologiche e superficiali dettagliate della più grande luna di Saturno, Titano. E’ anche eccelso nel rilevare ed esaminare pianeti fuori del sistema solare (esopianeti): un granello di luce debole chiamato 2M1207b è stato il primo pianeta di dimensioni mai fotografate in orbita attorno ad un oggetto diverso dal Sole (in questo caso, una cosiddetta nana bruna – un oggetto che non è proprio una stella, ma più grande di un pianeta).
Ha effettuato la prima analisi dello spettro di un pianeta extrasolare direttamente ripreso in orbita attorno a una stella vicina. Questo ha permesso agli astronomi di sondare l’atmosfera del pianeta extrasolare HR 8799c per la presenza di metano e il monossido di carbonio. Ha trafitto il velo di polvere che nasconde il centro della Via Lattea. Tracciando l’orbita di una stella attorno al centro galattico, NACO ha fornito la prova più forte della presenza di un buco nero centrale nel centro della nostra galassia, con la massa di diversi milioni di Soli. Quando si è trattato di ammassi di stelle giovani come il gruppo Arches o RCW 38, NACO ha dimostrato il suo valore separando centinaia di stelle in una regione densamente popolata. Questo ha fornito agli astronomi dati per studiare le prime fasi dell’evoluzione stellare su tutta la gamma di masse stellari, da stelle con meno di decimi della massa del nostro Sole alle stelle con più di 100 masse solari. NACO – Nasmyth Adaptive Optics System (NAOS) Near-Infrared Imager e Spectrograph (CONICA) – è il primo strumento della generazione VLT, sviluppato in uno sforzo congiunto tra gli istituti di ricerca francesi e tedeschi e l’ESO. Grazie agli aggiornamenti continui negli ultimi dieci anni, rimane uno degli strumenti di ottica adattiva preminente in tutto il mondo, consentendo agli astronomi europei di rimanere in prima linea nella ricerca astronomica. Diversi nuovi strumenti di ottica adattiva sono entrati in servizio presso il VLT negli ultimi dieci anni. Una serie di nuovi strumenti sono attualmente in fase di sviluppo, e l’ottica adattiva sarà parte integrante della prossima generazione di telescopi, compreso il telescopio di 40 metri, l’European Extremely Large.
Definizione seeing: wikipedia.org
