Come abbiamo previsto, nei precedenti editoriali, lungo il Mediterraneo centro-occidentale si è ormai isolato un profondo vortice ciclonico che è diventato a tutti gli effetti autonomo, con una struttura ben definita nei medi-bassi strati della troposfera, che trae parecchia energia dalle ancora tiepide acque superficiali di quel tratto di “mare Nostrum”. L’occhio centrale del ciclone mediterraneo si è posizionato nel tratto di mare fra le Baleari orientali e le coste occidentali sarde, dove si è scavata una interessante circolazione ciclonica a carattere chiuso, con l’attivazione di forti venti “Isallobarici” che ruotano in senso antiorario attorno al vortice, ben definito anche presso il suolo. Nella giornata di ieri, quando si è ulteriormente approfondito, con un minimo centrale che è sceso ampiamente sotto la soglia dei 1000 hpa, l’area ciclonica, centrata a ridosso delle Baleari, ha prodotto forti burrasche di vento, in genere da E-NE e NE, che per ore hanno imperversato fra il golfo del Leone, le coste della Catalogna e il tratto antistante al golfo di Valencia, dove si sono verificati veri e propri fortunali, con venti sino a 80-90 km/h, che hanno reso il mare da agitato a molto agitato (forza 6), con onde di “mare vivo” alte sino a 4.0-5.0 metri. Notevoli le ripercussioni al traffico marittimo, con interruzioni e ritardi nei collegamenti marittimi con le Baleari e i porti della Spagna orientale e del sud della Francia, altra aree duramente flagellata dalle piogge torrenziali scaricate dall’umido flusso sciroccale che si è instaurato lungo il bordo orientale dell’estesa struttura perturbata.
Il vortice mediterraneo ora si avvicina alla Sardegna portando altri temporali e soprattutto forti venti meridionali, con rischio di intense mareggiate sulle coste occidentali
Rimanendo semi/stazionario in loco l’area ciclonica nelle prossime ore dovrebbe rimanere ancorata nel tratto di mare antistante le coste sarde occidentali. A contatto con la calda superficie marina del Mediterraneo centro-occidentale il piccolo ciclone, avendo una caratteristica chiusa, potrebbe evolvere in una struttura a “cuore caldo”, nei bassi strati, con intensa convenzione interna, assumendo le caratteristiche di quella che in gergo definiamo una “Mediterranean Tropical Depression”, ossia una circolazione ciclonica molto limitata dalle caratteristiche tropicali. Del resto i casi di vecchi “CUT-OFF” o sistemi ciclonici extratropicali che riescono a tramutarsi in sistemi a cuore caldo, acquistando spiccate caratteristiche tropicali, sono un pò rari sul Mediterraneo, ma quasi ogni anno si monitorano delle formazioni interessanti da analizzare con grande attenzione. Già l’attuale struttura, retta attorno l’occhio da un compatto fronte temporalesco, che continua ad autoalimentarsi ad ovest delle Bocche di Bonifacio e della Corsica, è un segnale molto importante.
Rimanendo bloccata in loco la struttura ciclonica continuerà a pilotare ammassi nuvolosi carichi di piogge e temporali verso le coste occidentali sarde, in particolare sul settore nord dell’isola dove sono attesi forti rovesci, anche a sfogo temporalesco prima di un miglioramento durante la nottata. Fortunatamente i nuclei temporaleschi più intensi rimarranno relegati in mare, davanti le Bocche di Bonifacio, anche se non si possono escludere degli sconfinamenti sulle aree costiere nord-occidentali. A rendere più avverse le condizioni meteo ci penseranno pure i forti venti meridionali, in genere da Sud o S-SO, che sferzeranno con forza, a carattere di burrasca, le coste occidentali dell’isola, da S.Antioco fino a Capo Caccia, con raffiche sino a 60-70 km/h nei punti più esposti della costa sud-occidentale. Massima attenzione anche alle mareggiate che potranno risultare davvero consistenti, con marosi alti più di 3.0-4.0 metri, localmente anche 5.0 metri. In genere il moto ondoso si orienterà da SO, quindi sarà una mareggiata da Libeccio che colpirà con estrema durezza i litorali attorno l’area di Capo Teulada e le coste occidentali delle isole di S.Antioco e S.Pietro. Ma anche le coste dell’oristanese e quelle di Alghero saranno ben battute dai marosi fino alla mattinata di domani. Ma mareggiate e venti intensi nella giornata di domani potranno raggiungere le coste meridionali francesi, dalla Costa Azzurra fino all’area di Marsiglia, dove i forti venti da sud-est in azione davanti la Corsica solleveranno imponenti ondate, alte anche più di 3.0-4.0 metri.
