
Alcuni dei maggiori inquinatori mondiali ”come Stati Uniti, Giappone, Russia, India e Brasile sono favorevoli a rallentare i negoziati sul clima e a prendere una pausa di riflessione fino al 2015”. Lo scrive il climatologo e direttore della rivista Energia Ambiente e innovazione dell’Enea (Eai), Vincenzo Ferrara, in un’ analisi dettagliata pubblicata online nella sezione World View della rivista in occasione dell’apertura della 17/a Conferenza Onu sui cambiamenti climatici a Durban, in Sudafrica (Cop17). ”L’Europa – afferma Ferrara – vorrebbe cominciare subito una nuova roadmap negoziale per un trattato globale che entri in vigore per il 2015. Per la Cina la priorita’ assoluta e’ il proseguimento, con nuovi obblighi legalmente vincolanti, del protocollo di Kyoto fino al 2020. Per il trattato globale che propone l’Europa, la Cina non intende, invece, farlo entrare in vigore prima del 2020”. A fare la differenza a Durban potrebbero essere gli Stati delle Piccole Isole, i piu’ esposti ai danni climatici, che vorrebbero un taglio immediato delle emissioni in modo che il surriscaldamento climatico sia inferiore a 1,5 gradi e che minacciano di boicottare i negoziati in quanto ”indignati, sia contro i paesi industrializzati, che non prendono impegni vincolanti, sia verso i paesi in via di sviluppo emergenti come Cina, India e Brasile che hanno un atteggiamento ambiguo e complice con i paesi industrializzati”. A loro volta, secondo Ferrara ”Cina, India e Brasile sono indignati contro Russia, Giappone e Canada per il loro caparbio rifiuto a proseguire con il protocollo di Kyoto”. L’esperto dell’Enea cita quindi lo snodo della riunione del 17 e 18 novembre scorso del Major Economy Forum (Mef), costituito dalle 17 maggiori economie mondiali, nella quale, riferisce Ferrara, ”l’Europa e’ stata messa in minoranza e sono state trovate soluzioni che dovranno essere approvate a Durban”. In particolare per il prolungamento del Protocollo di Kyoto, che scade nel 2012, ”la maggioranza dei partecipanti al Mef ha ritenuto opportuno che gli impegni si estendano fino al 2020 ma senza obblighi legalmente vincolanti”.