Sono 500 le persone che, in via precauzionale, hanno dovuto allontanarsi dalla propria abitazione tra le province di Alessandria, Asti e Cuneo in Piemonte per l’emergenza maltempo, mentre invece 1.350 sono state sgomberate dalle quattro province della Liguria: di queste, un centinaio sono state evacuate per l`emergenza attualmente in corso e le restanti per gli eventi calamitosi dello scorso 25 ottobre. E’ quanto emerge dal nuovo punto della situazione fatto dal Comitato operativo della protezione civile, in seduta permanente dal 4 novembre per l`emergenza maltempo che sta interessando in particolare le regioni nord-occidentali. Dopo aver colpito Genova, la perturbazione si è estesa a tutta la Liguria e al Piemonte, ma forti temporali sono in corso su Campania, Sardegna e Sicilia e la perturbazione continuerà ad insistere sulle zone già colpite dal maltempo. In base ai modelli previsionali disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso ieri un ulteriore avviso di avverse condizioni meteorologiche, che integra ed estende i precedenti e prevede precipitazioni su tutto il territorio nazionale ad eccezione di Friuli, Marche e Province autonome di Trento e Bolzano. Per quanto riguarda il Piemonte, nonostante alcune difficoltà sulla viabilità provinciale nessuna località è rimasta isolata. Ad Alessandria è stato allestito un cantiere di pompaggio delle acque, che dovrebbe terminare il prosciugamento oggi pomeriggio. Continua il monitoraggio, anche grazie al contributo dei volontari di protezione civile attivati nella Regione, dei corsi fluviali in particolare del Tanaro e del Po. In via precauzionale il Comune di Torino, così come altri comuni piemontesi, ha previsto la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado per domani e, sempre a Torino, nonostante lo sciopero annunciato nei giorni scorsi domani tutti i trasporti pubblici funzioneranno regolarmente e saranno operativi. Il sindaco ha inoltre disposto la chiusura di tutte le attività pubbliche e private sulle sponde del fiume Po ed il divieto di circolazione e sosta di veicoli e pedoni nell’area dei Murazzi.
A Genova, presso la sede della Regione, è al lavoro un team del Dipartimento della protezione civile. Nella zona continua il monitoraggio dei movimenti franosi e dei corsi d`acqua in particolare nelle province di Savona e Imperia, del Centa, l`Argentina, il Neva e il Roia e le scuole a Genova resteranno chiuse anche domani. A Parma una team del Dipartimento della Protezione Civile segue l`evoluzione della piena del Fiume Po in raccordo l`Aipo – Agenzia interregionale per il fiume Po, e in coordinamento con tutte le regioni coinvolte. Il monitoraggio dell`evoluzione della piena del Po, che coinvolge l`asta principale del fiume, ha l`obiettivo di fornire al Sistema di protezione civile le valutazioni necessarie all`adozione di eventuali misure di salvaguardia. Per presidiare le aree a rischio e fronteggiare la situazione emergenziale – oltre a vigili del fuoco, forze armate e forze di polizia – è al lavoro il volontariato di protezione civile con oltre 3.400 uomini. Di questi 1.300 appartengono alle organizzazioni nazionali di volontariato di protezione civile e 2.200 fanno parte delle colonne mobili regionali. Al lavoro anche la Croce Rossa Italiana con 300 volontari e un centinaio di mezzi e il corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico. Sul fronte della mobilità non si segnalano interruzioni sulle autostrade. Alcuni disagi per quanto riguarda le strade statali 51 e 29 in Provincia di Savona, 432, 10 e Aurelia nello Spezzino e 62 e 63 a Massa, legati sia alla situazione emergenziale in atto sia all’evento calamitoso dello scorso 25 ottobre. Due le interruzioni ferroviarie: lungo la Torino-Savona è chiusa la tratta Savigliano-Fossano per l’esondazione del fiume Mallea e la Genova-Acqui-Ovada è bloccata a causa di una frana tra le stazioni di Rossiglione e Campo Ligure. Attivato tra Rossigliano e Campo Ligure un servizio sostitutivo con autobus. La tratta sarà ripristinata nella notte tra domenica e lunedì.