“La nostra intenzione è quella di preparare rapidamente un piano straordinario per la sicurezza del territorio nel nostro Paese che abbia l’obiettivo di mettere in sicurezza dalle emergenze ma anche di creare le infrastrutture per un rischio sostenibile del territorio“. Lo ha annunciato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, al termine della riunione con il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando ed altri rappresentanti delle istituzioni locali che si è svolto oggi a Genova. “Non si tratta di realizzare una nuova mappa delle zone a rischio ma -ha sottolineato Clini– di aggiornare la mappa della vulnerabilità del nostro territorio rispetto ad eventi climatici estremi, avendo presente che la serie storica degli eventi ai quali stiamo assistendo negli ultimi 20 anni suggerisce che si sta passando da un regime climatico ad un altro e che il nuovo regime climatico assomiglia molto agli scenari preparati dal panel intergovernativo sui cambiamenti climatici che prevedono per il nostro Paese e per la regione del Mediterraneo un aumento degli eventi estremi. Per questo -ha aggiunto il ministro dell’Ambiente- dobbiamo sapere che il nostro territorio per essere protetto deve adeguarsi a questi nuovi scenari. Per farlo -ha concluso- c’è bisogno da un lato di avere infrastrutture adeguate, ad esempio reti fognarie e bacini idrici, dall’altro procedure innovative di autorizzazione degli insediamenti abitativi e produttivi per evitare che si mettano a rischio vite umane e attività economiche in zone che potrebbero essere pericolose”.
“Domani nel Consiglio dei Ministri cercherò di verificare la fattibilità di una semplificazione del decreto Milleproroghe” perché “il suo obiettivo, che è quello di riportare all’ordinario la gestione della situazioni di emergenza, è condivisibile ma, nella fascia dei primi interventi necessari per riportare alla normalità un territorio colpito da eventi climatici straordinari, è ovvio che chi deve operare non può farlo con strumenti ordinari. Non vogliamo aprire un varco per il ritorno al passato ma dobbiamo gestire questi due aspetti con equilibrio e buon senso“, ha aggiunto il ministro.
