
Proprio in queste ore, mentre l’Italia viene inglobata da una cellula anticiclonica, con massimi di oltre i 1032 hpa, sull’Europa settentrionale stanno per scatenarsi violente tempeste di vento che localmente assumeranno carattere di un vero e proprio uragano, con raffiche di vento pronte a raggiungere o superare la soglia dei 130-140 km/h. La sfuriata eolica, che durante il weekend dominerà l’andamento meteo/climatico in tutta l’Europa centro-settentrionale, sarà innescata da un temporaneo ricompattamento del vortice polare in sede artica. Mentre il vortice polare si consolida ulteriormente, più a sud, lungo le latitudini medie Atlantiche, notiamo una sensibile intensificazione del mite e umido flusso perturbato oceanico che scorre in direzione delle isole Britanniche, mar del Nord e penisola Scandinava. Dallo scontro fra le masse d’aria molto fredde discendenti dalle latitudini sub-polari e quelle molto più miti e umide che risalgono dall’Atlantico sub-tropicale si sviluppano profondissimi vortici depressionari (extratropicali) che spesso possono raggiungere dei minimi al suolo talmente bassi da scivolare al di sotto dei 950 hpa. In queste ore uno di questi profondissimi vortici depressionari, dopo aver lasciato le coste settentrionali scozzesi, sta per abbordare le coste centrali norvegesi, con un minimo al suolo sceso sotto i 945 hpa. Si tratta di una valore davvero molto profondo. Nei giorni scorsi, tra giovedi e la giornata di ieri, il profondo ciclone extratropicale atlantico si è diretto nel tratto di oceano compreso fra l’Islanda e le coste settentrionali scozzesi. Durante il passaggio a nord delle isole Britanniche l’area ciclonica, molto profonda, si è mossa lungo il bordo più settentrionale di un cuneo anticiclonico azzorriano, con massimi di circa 1030-1031 hpa posizionati tra l’Atlantico portoghese e la Spagna. Ciò ha prodotto un notevole infittimento delle isobare su tutto il Regno Unito e sul mare del Nord che ha originato un importante “gradiente barico orizzontale” che è stato all’origine dei forti venti di tempesta, in genere da O-SO, che giovedi 24 Novembre hanno sferzato il nord della Scozia e gli arcipelaghi limitrofi, con raffiche fino a 100-120 km/h. Autentiche bufere di vento hanno spazzato le cime delle Highlands, oltre i 1000 metri di altezza. A Cairngorm, ad esempio, è stata registrata una raffica di picco di ben 172 km/h, mentre a Aonach Mor le folate, violentissime, hanno superato i 170 km/h. Nel nord dell’Inghilterra, sui Pennini, le raffiche da O-SO hanno toccato i 130 km/h. Scendendo di quota segnaliamo i 124 km/h di Glen Ogle, i 113 km/h di Loch Glascarnoch e i 107 km/h di South Uist Range. La tempesta di vento è stata accompagnata da violente mareggiate, con ondate alte più di 8 metri che hanno spazzato le coste della Scozia nord-occidentale.
A breve, nelle prossime ore, la profonda depressione-uragano, con un minimo barico al suolo sceso sotto la soglia dei 945 hpa, dopo aver attraversato l’Atlantico nord-orientale, approderà a ridosso delle coste centrali norvegesi, pilotando verso le coste furiose tempeste di vento, con raffiche ad oltre 120-130 km/h, dai quadranti sud-occidentali, con una successiva rotazione più da Ovest, non appena transita il fronte freddo della grande perturbazione. Già in queste ore le coste della Norvegia centro-meridionale, dalla bella città di Bergen fino al fiordo di Tromso, sono sferzate da fortissime burrasche di vento, in genere da SO o Ovest, con punte di oltre i 100-120 km/h. Notevoli anche le intensità del vento medio. Ad esempio, a Leinesodden, all’interno dell’omonimo fiordo, il vento medio sostenuto ha toccato i 90 km/h. Ma in alcune isole il vento medio sostenuto ha già superato i 100-110 km/h. Il grosso delle forti tempeste di vento riesce a mantenersi in mare o all’uscita dei principali fiordi, molto ben esposti alla furia dei fortissimi venti occidentali. Molte navi e pescherecci norvegesi per evitare la tempesta sono stati costretti a rifugiarsi all’interno dei fiordi, trovando un riparo sicuro dal vento e dalle onde dell’oceano. Furiose mareggiate, con marosi alti anche più di 6-8 metri, si infrangeranno con grande impeto lungo le coste alte e rocciose della Norvegia occidentale, con spettacolari spruzzi alti anche più di 10 metri. Le tempeste di vento proseguiranno ad interessare la Norvegia meridionaleNel corso della mattinata la profonda area ciclonica attraverserà l’entroterra montuoso norvegese, spingendosi dal pomeriggio successivo verso la Lapponia e l’area di Capo Nord, con un minimo salito inotorno i 960 hpa.