Dopo le forti nevicate e le tempeste di vento dei giorni scorsi in Alaska, soprattutto sulla parte più settentrionale, affacciata al mare di Beaufort, e sull’altopiano interno, è piombato il primo vero grande gelo di stagione, tanto che in alcune località il termometro è sceso sotto il fatidico muro dei –40°. Il forte raffreddamento è stato indotto dall’avvento di un nucleo di aria molto gelida e pesante, sia in quota che nei bassi strati (freddo d’avvezione) che dal mar Glaciale Artico si è diretta nel cuore dell’altopiano dell’Alaska, sotto sostenuti venti dai quadranti settentrionali. L’aria gelida, richiamata da una profonda area depressionaria centrata sul golfo d’Alaska (la stessa responsabile delle forti nevicate che hanno colpito i rilievi della Columbia Britannica, stato di Washington e Oregon), ha invaso l’Alaska nei giorni scorsi provocando un vero e proprio tracollo termico in buona parte dello stato americano. I suoli ben innevati di fresco hanno poi favorito un importante “effetto Albedo” che ha fatto ulteriormente precipitare i valori termici nelle aree interne, tanto che in diverse aree la colonnina di mercurio è andata ben oltre i -40°. Il clou di questa fase gelida si è toccato nella giornata di giovedi 17 Novembre quando molte stazioni hanno toccato o di poco superato i -40°.
Su tutti spicca il dato della minima toccata a Fort Yukon dove il termometro è sceso a un bel -41.0°. Notevoli anche i -40.6° di Fairbanks e i -40.0° della cittadina di Bettles. Si tratta di temperature minime di tutto rispetto per il periodo. In alcune vallate però il termometro è riuscito a scivolare al di sotto dei -44° -45°. Il gran gelo artico non ha risparmiato neppure le principali località del territorio canadese dello Yukon dove in molte zone si sono stabiliti i primi -40°. Tra le minime più importanti citiamo Old Crow con -40.8°, Margaret Lake con -36,2° e Ivvavik Park con -34.0°. Anche qui ci troviamo dinnanzi valori di tutto rispetto per le medie del periodo, ma parecchio lontani dai rispettivi record assoluti del passato, quando in alcune aree dell’interno e nel nord dell’altopiano si registrarono picchi di ben -60°. Nei prossimi giorni il grande gelo che ha invaso l’Alaska si sposterà poco più ad est, in direzione dei territori canadesi, in particolare nello stato dello Yukon (appartenente al Canada nord-occidentale) dove saranno possibili altre minime intorno i -38° -40°, specie lungo le principali vallate interne dove l’aria gelida si conserverà molto bene nei bassi strati. Sull’Alaska le temperature sono previste in graduale rialzo, specie nel sud dello stato, dopo il grande gelo di questi giorni, causa il temporaneo richiamo di correnti più umide dai quadranti orientali messe in moto da una profonda area ciclonica, minimo al suolo sui 970 hpa, che si collocherà davanti il golfo d’Alaska. Il vortice depressionario nord-pacifico causerà altre nevicate, a tratti fitte, lungo le coste dell’Alaska meridionale.
Mentre l’Alaska e il Canada occidentale sono stati interessati dalla prima vera ondata di gelo di stagione, con i primi -40° di Novembre, in Groenlandia, si è verificato il cosiddetto risvolto della medaglia. Infatti il territorio groenlandese sta vivendo un periodo insolitamente mite, a causa delle continue avvezioni calde che dall’Atlantico occidentale risalgono fino al sud della Groenlandia attraverso tiepidi e umidi venti meridionali, in genere da sud-ovest, che penetrano fino al cuore del Plateau ghiacciato. I continui anticicloni di blocco, con massimi over 1030-1035 hpa, che si sono sviluppati sull’Atlantico occidentale, nel tratto davanti la East Coast, hanno convogliato imponenti richiami di miti correnti sud-occidentali verso le latitudini sub-polari e la Groenlandia, che per intere settimane continua a beneficiare di questi impulsi sub-tropicali. Non è un caso se su buona parte del territorio groenlandese nell’ultimo periodo si siano registrate delle anomalie termiche positive, anche di una certa importanza. Davvero incredibili le “perfomance” di Summit, oltre 3000 metri sopra l’altopiano ghiacciato groenlandese, che negli ultimi 15 giorni ha collezionato delle anomalie termiche di ben +15° +20° rispetto le medie per il periodo. Tanto per farvi un esempio a Summit, per colpa delle continue avvezioni calde e dei venti intensi che continuano a spazzare l’altopiano, le temperature massime sono andate al di sopra dei -17°. Si tratta di un valore davvero elevato per l‘altopiano interno. Ma cifre ampiamente positive, con max di oltre +6° +7° si sono raggiunte lungo le coste meridionali, molto ben esposte alle risalite di masse d’aria miti oceaniche. L’aria calda sub-tropicale da S-SO risalendo fino alla Groenlandia meridionale è andata ad interagire con le masse d’aria molto più fredde e pesanti presenti sopra i territori dell’artico canadese.
Dallo scontro fra le differenti masse d’aria si sono sviluppati profondissimi cicloni extratropicali che si sono ulteriormente approfonditi sul mare del Labrador, apportando furiose tempeste di vento e nevicate diffuse tra il Labrador e le coste meridionali groenlandesi. L’ultima della serie si è formata proprio lo scorso fine settimana, minimo barico al suolo sotto i 955 hpa, è si è resa responsabile dei fortunali, raffiche fino a 120 km/h, e delle forti nevicate che hanno investito la Groenlandia meridionale.
