“Il ritorno al nucleare è un’opzione sulla quale bisognerebbe riflettere molto” anche se quanto accaduto in Giappone ha scoraggiato un pò tutti. Così Corrado Clini, neo-ministro dell’Ambiente, ha parlato ai microfoni della trasmissione di Radio2 ‘Un giorno da pecora’.
“La tecnologia nucleare – ha aggiunto Clini – rimane ancora, a livello globale, una delle tecnologie chiave“. Pertanto, può andar bene ma a certe condizioni. Sul ponte sullo Stretto di Messina invece Clini, pur definendola “un’opera di ingegneria bellissima“, si mostra cauto e afferma: “Dobbiamo cercare di capire se sia un’opera prioritaria per il nostro Paese. Su questo credo che valga la pena di rifletterci sopra“. La Tav, invece? Si deve realizzare “assolutamente“.
E’ favorevole alla caccia? “Non sono un cacciatore, ma apprezzo i cacciatori che proteggono anche l’ambiente. Quelli che vanno a caccia per sfogarsi, invece, mi pare che siano pericolosi“.
Infine il neoministro dell’Ambiente dice di essere favorevole agli Ogm ma non per un uso alimentare: “Gli Ogm – spiega – vanno bene per le piantumazioni in zone appenniniche” per attuare “la sicurezza dei suoli evitando il dissesto idrogeologico. Sono contrario – conclude – agli Ogm per produzioni agricole e alimentari“.
Queste dichiarazioni hanno suscitato molto “rumore”, soprattutto quelle relative al nucleare. Ermete Relacci, responsabile green economy del Pd, ha detto che “sul nucleare gli italiani si sono espressi con chiarezza e lo hanno rispedito al mittente senza possibilita’ di equivoco. Mi auguro che il neo ministro Corrado Clini non sprechi un solo attimo del suo tempo su un binario morto come il nucleare. Una scelta sbagliata, insicura e antieconomica per l’Italia. E’ solo con un forte investimento sulla green economy che si può essere più competitivi ed uscire dalla crisi. Che dire, speriamo che Clini oggi sia stato frainteso“.

Dopotutto il referendum di qualche mese fa, bocciando l’energia nucleare, blocca per almeno 5 anni – secondo le norme previste dalla legge – l’iter di realizzazione delle nuove centrali che era stato programmato dal precedente governo Berlusconi. Almeno fino al 2016, quindi, potremo sentire solo parole.