“Dobbiamo lavorare laddove e’ gia’ noto il rischio per evitare che abitazioni e attivita’ produttive vengano spazzate via con tutti gli effetti che conosciamo. Si tratta di lavorare in termini di prevenzione e, dove e’ sicuro il rischio bisogna delocalizzare. Non e’ una politica generalizzata ma mirata“. Lo ha detto il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini intervenuto a Unomattina. “Abbiamo informazioni abbastanza complete sulle macroaree esposte al rischio di dissesto idrogeologico – ha detto ancora Clini-. Le mappe ci sono anche se non sono ancora puntuali e sono tarate su rischi che fanno riferimento ad un sistema climatico passato: siamo infatti in una situazione nuova – ha spiegato – le piogge molto intense, le ‘bombe d’acqua’ che altri chiamano ‘uragani del mediterreneo’ sono un fenomeno nuovo che sottopongono il territorio ad uno stress che non era considerato in modo sufficiente. Oggi abbiamo situazioni completamente nuove: i sistemi urbani e i bacini idrici ad esempio, sono abituati a sopportare un carico d’acqua che e’ inferiore a quello che si sta verificando. Dobbiamo allora ritarare i sistemi di gestione del suolo e nello stesso tempo, sapere che alcune situazioni che erano in bilico ora sono sicuramente esposte ad un rischio“. Clini ha sottolineato che “negli ultimi venti anni, abbiamo avuto un miliardo di danni all’anno e questo vuole dire che si subiscono effetti pericolosi dal punto di vista della sicurezza economica che potrebbero essere ridotti con la politica di prevenzione. Suggerisco sulla base dell’esperienza, di lavorare laddove e’ gia’ noto il rischio“. Si tratta secondo Clini, di “una politica di investimento e non difensiva. Intervenire in questo modo vuol dire intervenire sulla crescita del paese“.
Maltempo, Clini: “prevenire e delocalizzare”
