Il maltempo non dà tregua all’Italia nord/occidentale e soprattutto il Piemonte, dove piove ininterrottamente da ormai quasi quattro giorni e nel weekend, per il maltempo, sono anche saltate le celebrazioni in ricordo dell’alluvione del 1994, che colpì la Regione proprio in un weekend d’inizio novembre in cui il sabato cadeva il 5 e la domenica il 6, proprio come quest’anno. Corsi e ricorsi storici e meteorologici, come l’alluvione di Genova che si è verificata nel giorno del 45° anniversario di quella, tragica, di Firenze. Casualità. Che però ci ricordano ancora una volta quanto siamo fragili di fronte alla potenza della natura.
Per il Piemonte si prospetta una notte di paura per le possibili esondazioni di tutti i corsi d’acqua, dal Po fino agli affluenti minori. La Dora e il Tanaro fanno paura come il Mellea, il Sangone, il Toce e molti altri corsi d’acqua.
Le scuole domani rimarranno chiuse in moltissimi comuni della Regione, e in quasi tutti quelli della provincia di Torino dove si fermerà anche l’università. Proprio a Torino è grande l’apprensione per le piene di Dora Riparia e Po, sempre più minacciosi. Diversi ponti del centro sono stati chiusi, e centinaia di persone sono state evacuate tra cui i ricoverati dell’ospedale Amedeo di Savoia.
Nella notte è prevista la piena del Po, che ha già sommerso i Murazzi.
Intanto, per fortuna, la quota neve è calata fino ai 2.000 metri dopo che per tutto il fine settimana aveva piovuto fino ai 2.300 metri di altitudine. In alta montagna ne sta cadendo tantissima ed è una manna per i ghiacciai, stremati dalla calda e lunga estate che quest’anno, quassù, è durata fino a metà ottobre.
L’allerta meteo, però, non è finita anzi tra lunedì 7 e martedì 8 su gran parte della Regione ci saranno altre forti piogge, soprattutto nelle aree meridionali, tra Cuneese e Alessandrino. Il Tanaro potrà ingrossarsi ancora, ed è alto il rischio di esondazioni.
Le autorità, però, stanno lavorando bene e la speranza è che riescano a fronteggiare al meglio l’emergenza fino alla fine, scongiurando il rischio di un altro disastro come nel 1994 o nel 2000. Già, perchè dal punto di vista meteorologico stiamo vivendo un evento che non ha nulla da “invidiare”, in termini di entità delle precipitazioni, alle ultime due grandi alluvioni del nord/ovest.
Nei giorni scorsi, la prima emergenza che si era creata ieri, nell’alessandrino, non preoccupa più. E’ rientrata, “grazie alla tempestività e all’efficienza negli interventi“, ha sottolineato l’assessore regionale alla Protezione Civile Roberto Ravello. L’attenzione si e’ spostata su due nuove aree critiche, le valli del Pinerolese, in particolare la Valle Pellice, e il bacino dell’alto Tanaro, nel cuneese. La furia del Pellice in piena ha distrutto un ponte secondario a Torre e costretto alcune famiglie di alcune borgate di Bricherasio a sfollare. Molti i tratti in cui e’ straripato. Un centinaio di persone sono state allontanate dalle loro case a Pianezza (Torino). L’esondazione del torrente Mellea, a Savigliano, ha bloccato per alcune ore la ferrovia Torino-Savona, riaperta nel tardo pomeriggio. In via precauzionale domani non circoleranno i treni sulla Pinerolo-Torre Pellice. Sono interrotti molti tratti di strade provinciali, per frane o allagamenti, o per situazioni di pericolo, nel Torinese e nel Cuneese. A Govone (Cuneo) è stato sbarrato un ponte sul Tanaro. Il Comune di Canosio, in val Maira (Cuneo), è rimasta isolata per alcune ore per una frana caduta sulla strada provinciale. A Chivasso, nel Torinese, i vigili del fuoco sono intervenuti per liberare una donna incinta rimasta intrappolata nella sua auto sulla quale erano caduti due alberi, abbattuti dal vento e dalla pioggia, e’ stata liberata dai Vigili del fuoco.