
I campioni testati hanno mostrato livelli di radioattivita’ pari a 630 becquerel/kg, a fronte del tetto massimo fissato a quota 500 becquerel. L’area di Onami, a 60 km dalla centrale, conta 154 fattorie nei cui campi, in base ai controlli fatti a settembre-ottobre, erano state trovate quantita’ di cesio comprese tra i 28 e i 136 becquerel. Tuttavia, i test sul raccolto di 840 kg complessivi di una fattoria hanno portato alla ‘sorpresa’ radioattivita’, la cui spiegazione e’ ancora da chiarire e da spingere le autorita’ al bando ”precauzionale”. Fujimura ha spiegato in conferenza stampa che il riso finito nel mirino non e’ stato distribuito sul mercato grazie ai controlli decisi per tempo da ministero dell’Agricoltura e dagli uffici competenti della prefettura. ”Ho informazioni che escludono che il problema possa diventare serio”, ha rilevato il capo di gabinetto, aggiungendo che il governo continuera’ a fare ogni sforzo ”per prevenire” la diffusione di voci infondate sulla contaminazione da sostanze radioattive dei prodotti agricoli giapponesi.
