Una folla imponente ieri pomeriggio ad Arbus, in Sardegna, ha rivolto l’ultimo commosso saluto a Sandro Usai, il cameriere emigrato 12 anni fa a Monterosso dove, da volontario della Protezione civile, e’ morto per salvare due persone nella tragica alluvione del 25 ottobre scorso.
L’intero paese si e’ fermato sin dalla mattina quando poco prima delle 10 e’ arrivata la salma del volontario-eroe, ultimo viaggio sulla tratta Genova-Porto Torres. Ad accompagnare il feretro, la moglie Elena, il fratello Amedeo, il cognato Antonello e il sindaco di Arbus Francesco Atzori, reduce dalle esequie celebrate ieri a Monterosso. Il suo – dopo la camera ardente con la bara avvolta dalla bandiera dei Quattro Mori e da un giubbotto giallo della Protezione civile – e’ stato il ricordo piu’ toccante durante i funerali officiati dal vescovo dello diocesi di Ales-Terralba mons. Giovanni Dettori. ”Siamo qui per onorarti come tu hai onorato noi con il tuo gesto eroico. La tua forza di giovane sardo e arburese e’ un esempio fulgido di coraggio. Non ti scorderemo, saremo eternamente orgogliosi di te”. Il pensiero del sindaco va agli applausi e alle lacrime di ieri dei cittadini di Monterosso. ”Questa gente di voleva bene davvero – dice Atzori – perche’ eri buono, generoso, pronto a tutto per aiutare gli altri”. Lutto cittadino nel piccolo paese del Medio Campidano e tutte le autorita’ presenti in chiesa, a partire dal governatore della Sardegna Ugo Cappellacci e dalla presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo. Ma c’erano soprattutto tantissime associazioni di volontari della Protezione civile di tutta la Sardegna, che non hanno voluto mancare di rendere omaggio a uno di loro che ha onorato con il suo sacrificio il Corpo civile del volontariato. Al termine del rito religioso, preceduto dal ricordo del sindaco e dalla lettura della lettera inviata dal presidente della Repubblica al sindaco di Monterosso, un lungo e commosso applauso ha salutato dentro e fuori la chiesa il giovane volontario diventato eroe. Poi un lungo corteo ha accompagnato la salma fino al camposanto, dove all’esterno il feretro e’ stato accolto dal suono delle sirene dei mezzi della Protezione civile.
Adesso Sandro è l’orgoglio della protezione civile. Lui che lì, in quell’ultima foto scattata poco prima di essere travolto dal fango, lavorava da volontario per proteggere l’incolumità degli altri.
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