
Le intense ondate di piena che hanno investito i principali bacini idrografici del messinese, dopo le forti piogge avvenute nella giornata di ieri lungo la dorsale dei Peloritani, con accumuli oltre i 150 mm, hanno riversato in mare, lungo le foci, una ingente quantità di materiale detritico e sabbia che viene assorbita e sospinta dalle forti correnti di marea lungo lo stretto di Messina. Una parte del materiale sabbioso nei prossimi giorni si depositerà lungo i fondali dello stretto sotto forma di sedimento, creando nuovi imponenti banchi di sabbia. L’altra invece sarà destinata a persistere per più giorni in prossimità della linea di costa, macchiando di giallo le limpide acque dello stretto. Lo stesso fenomeno è riscontrabile anche lungo la sponda reggina, specie in prossimità delle foci dei torrenti principali che attraversano la città di Reggio. A secondo del gioco esercitato dalle correnti che risalgono in continuazione lo stretto (Scendente e Montante) questa sabbia andrà pian piano a depositarsi a ridosso dei litorali, favorendo un lento ripascimento delle spiagge. Purtroppo nell’area di Tremestieri si fa concreto il rischio di un ulteriore insabbiamento dei fondali del piccolo approdo della zona sud di Messina, già messo a dura prova la settimana scorsa dalla prima sciroccata di stagione che tra sabato 5 e domenica 6 Novembre ha spazzato lo stretto di Messina, con raffiche di vento sino a 70 km/h e un mare che non ha superato nemmeno forza 4/5 sulla scala Douglas (mare vivo). L’insabbiamento del piccolo approdo commerciale della zona sud rischia di provocare un ulteriore rallentamento dei lavori di consolidamento eseguiti dalla ditta Fratelli Scuttari.
