L’evoluzione dei comportamenti sociali nei primati da cui discende l’uomo è iniziata 52 milioni di anni fa e si è basata sulla necessità di proteggersi dai predatori. Per questo, spiegano dalle pagine di Nature i ricercatori delle Università di Auckland (Nuova Zelanda) e di Oxford (Regno Unito), la prima forma di socializzazione è stata rappresentata da gruppi di individui, piuttosto che da coppie o da harem formati da un maschio e più femmine. Questo fenomeno avrebbe permesso agli antenati dell’Homo Sapiens di scendere dagli alberi e di iniziare a condurre una vita attiva anche durante il giorno. “La prima transizione è andata direttamente dalla vita solitaria a quella in gruppo, e qualsiasi cambiamento verso le coppie o gli harem è avvenuta successivamente“, spiega Quentin Atkinson, coautore della ricerca. E con il passare del tempo i gruppi sarebbero diventati sempre più stabili. Secondo i ricercatori quegli animali che sono successivamente passati a condurre una vita di coppia non sono più tornati a vivere in gruppi, mentre il passaggio alla socializzazione in harem sarebbe reversibile. Questi risultati, affermano i ricercatori, spiegherebbero la diversità di forme di socialità osservabili nelle specie moderne.
