La persecuzione che sul finire del 1600 colpì migliaia di donne accusate di stregoneria in Nord America, potrebbe essere legata a un disturbo medico: le paralisi notturne. E’ l’ipotesi di un gruppo di psicologi della Penn State University e della University of Pennsylvania che hanno analizzato un’enorme casistica sull’argomento, ben 35 studi su oltre 36.000 soggetti affetti da questa curiosa sindrome che blocca i movimenti dei muscoli volontari durante il sonno, ma non quelli della respirazione e degli occhi, e può provocare allucinazioni, anche molto paurose. Secondo Brian A. Sharpless e colleghi che hanno pubblicato la loro ricerca sulla rivista “Sleep Medicine Reviews“, l’8 per cento della popolazione sperimenta almeno una volta nella vita questa esperienza, che in molti casi è legata a incubi terribili e in rarissimi casi può dare sensazioni piacevoli come quella di uscire dal corpo o levitare. Secondo Sharpless, la “caccia alle streghe” potrebbe essere legata al susseguirsi di questi episodi di paralisi notturna tra gli abitanti dei villaggi nordamericani che ne attribuirono ingiustamente la colpa ad alcune donne, generando poi una psicosi di massa. Anche i racconti dei rapimenti alieni o quelli riferiti a presenze di forze oscure nella camera da letto potrebbero essere in molti casi, secondo i ricercatori, legati alla sindrome della paralisi del sonno.
