
In principio fu l’austerity. Poi vennero le targhe alterne e le domeniche a piedi. Fino a domani, quando le auto resteranno forzatamente ferme a Roma e Milano. Nelle due principali citta’ italiane lo smog ha superato le soglie d’allarme e le rispettive amministrazioni ha deciso il fermo. L’ultimo di una lunga serie iniziata 38 anni fa. Era il 1973. Mese di ottobre. L’inquinamento sembrava un’invenzione ancora recente e delle polveri sottili i comuni mortali non avevano mai sentito parlare. Sotto la spinta dalla crisi petrolifera innescata dalla guerra arabo-israeliana dello Yom Kippur, l’Opec sospese le forniture ai paesi filo-israeliani e i prezzi dell’energia e della benzina salirono alle stelle. In Italia il governo guidato da Mariano Rumor corse ai ripari con un decreto che limitava i consumi energetici in genere, dall’illuminazione pubblica all’orario di apertura di negozi e cinema. Ma fu il divieto di usare l’automobile che ebbe l’impatto maggiore sulla mentalità e le abitudini degli italiani. Il 2 dicembre 1973 fu, così, la prima domenica a piedi, con il blocco totale della circolazione privata. Solo bus e mezzi pubblici erano ammessi. La popolazione del Belpaese, che negli anni del boom economico aveva scoperto la comodità delle quattro ruote, si ritrovò all’improvviso rituffata all’indietro e un pò stupefatta davanti alle città svuotate da auto e motori, tirò fuori da garage e cantine biciclette, pattini e monopattini. L’attrice Sylva Koscina finì sui giornali per aver tentato di violare il divieto. Nell’aprile 1974 il blocco su allentato e poi sospeso. A riportare in auge misure di questo tipo, in anni più recenti, non è stata la crisi energetica, ma, appunto lo smog. Nel 1992 sono scattate le targhe alterne, che consentivano di viaggiare a turno prima alle targhe in cui l’ultima cifra era pari, poi alle dispari. E ormai un provvedimento ciclico sono diventate le domeniche a piedi. Nella Capitale, quello di domani, è il primo blocco per superamento dei limiti di polveri sottili nell’atmosfera deciso dalla giunta Alemanno da quando, nel 2008, si è insediata. Le macchine non potranno circolare dalle 8.30 alle 17.30. Esentati solo le auto Euro 5, le moto Euro 3, i mezzi alimentati a gpl, metano, a trazione elettrica e ibridi. A Milano e nei 17 comuni dell’hinterland auto ferme dalle 10 alle 18. Nel capoluogo lombardo sara’ l’ultima delle giornate ecologiche in programma per quest’anno: si ricomincerà in primavera con cadenza mensile.
In molti, però, si chiedono che senso abbia una domenica a piedi quando poi dal lunedì si ricomincia con il solito, puzzolento, tam-tam. Scientificamente, una domenica senz’auto non serve a nulla per risolvere il problema dell’inquinamento. Unico aspetto positivo: ci si gode molto meglio la città. E allora buona domenica, pulita, a tutti.