
Atalay, che rappresentava il governo e che è stato duramente contestato dalla folla insieme con il prefetto di Van, ha rifiutato di fornire alla stampa una stima sulle persone ancora sotto le macerie. “Ci sono dati contrastanti – ha concluso il vicepremier -. I proprietari dell’hotel ci ha dato i numeri, ma le telecamere di sicurezza mostrano che un certo numero di persone al momento della scossa erano fuori“. Recep Ozhan, addetto alla reception di uno dei due alberghi colpiti dal sisma, è riuscito a uscire in tempo e ha raccontato la sua testimonianza. “Avevo 32 clienti registrati in albergo ieri – ha spiegato – ma non so quanto fossero nel palazzo e c’erano anche degli ospiti. Quando sono uscito c’era una nuvola di polvere ovunque. Non so se qualcuno sia riuscito a uscire dopo di me“. Gli esperti ritengono che i palazzi siano crollati con a una scossa relativamente forte perché molto indeboliti dal terremoto del 23 ottobre. Uno dei due alberghi, secondo l’emittente Ntv, ospitava i giornalisti e le squadre della Mezzaluna rossa, la Croce rossa locale, impegnate nei soccorsi per il terremoto di ottobre. Ma a Van non si muore solo sotto le macerie. Oggi due adolescenti di 13 e 14 anni sono morti asfissiati dal monossido di carbonio proprio mentre cercavano riparo dal gelo. Facevano parte delle migliaia di persone costrette a lasciare le proprie case, rese inagibili dal terremoto e a vivere in una tenda, esposti al gelo della regione, che in questi giorni registra già temperature ampiamente sotto lo zero. A causare la disgrazia è stata una stufa a carbone che avevano introdotto nella tenda per difendersi dal freddo. Gli altri quattro membri della famiglia sono stati ricoverati.