Terremoto di ieri sera in Turchia: 12 morti accertati, bilancio continua ad aggravarsi

Sale a 12 il bilancio delle vittime del sisma di magnitudo 5,6 Richter che ha colpito ieri sera Van, nel sud-est della Turchia. La città era già stata piagata ha una violenta scossa lo scorso 23 ottobre, che aveva provocato oltre 600 morti e 2000 feriti. La Protezione civile turca ha reso noto che fra le vittime c’è anche un cittadino giapponese, Atsushi Miyazaki, membro di una ong nipponica, che si trovava in Turchia per portare aiuto alle popolazioni colpite dal primo sisma e che si alloggiava nell’Hotel Bayram, uno dei 25 edifici crollati in seguito alla scossa. Una sua collega, Miyuki Konnai, è stata trovata viva e soccorsa. Le operazioni per strappare le persone rimaste sotto le macerie alla morte continuano e fino a questo momento le persone estratte vive sono 28. Due di queste, due uomini turchi, hanno resistito rispettivamente per 17 e 18 ore. I loro nomi sono Cemal Ay e Irfan Akinturk. L’incognita adesso è capire quante persone si possano trovare ancora sotto le macerie. Dei 25 palazzi crollati 23 erano già stati sgombrati in seguito alla scossa del 23 ottobre e gli altri due erano alberghi. “Quello che è incoraggiante – ha spiegato il vicempremier Besir Atalay all’agenzia di Stato Anadolu – è che 23 dei 25 edifici erano vuoti. C’erano persone in due alberghi ed è dove i lavori sono ancora in corso“.
Atalay, che rappresentava il governo e che è stato duramente contestato dalla folla insieme con il prefetto di Van, ha rifiutato di fornire alla stampa una stima sulle persone ancora sotto le macerie. “Ci sono dati contrastanti – ha concluso il vicepremier -. I proprietari dell’hotel ci ha dato i numeri, ma le telecamere di sicurezza mostrano che un certo numero di persone al momento della scossa erano fuori“. Recep Ozhan, addetto alla reception di uno dei due alberghi colpiti dal sisma, è riuscito a uscire in tempo e ha raccontato la sua testimonianza. “Avevo 32 clienti registrati in albergo ieri – ha spiegato – ma non so quanto fossero nel palazzo e c’erano anche degli ospiti. Quando sono uscito c’era una nuvola di polvere ovunque. Non so se qualcuno sia riuscito a uscire dopo di me“. Gli esperti ritengono che i palazzi siano crollati con a una scossa relativamente forte perché molto indeboliti dal terremoto del 23 ottobre. Uno dei due alberghi, secondo l’emittente Ntv, ospitava i giornalisti e le squadre della Mezzaluna rossa, la Croce rossa locale, impegnate nei soccorsi per il terremoto di ottobre. Ma a Van non si muore solo sotto le macerie. Oggi due adolescenti di 13 e 14 anni sono morti asfissiati dal monossido di carbonio proprio mentre cercavano riparo dal gelo. Facevano parte delle migliaia di persone costrette a lasciare le proprie case, rese inagibili dal terremoto e a vivere in una tenda, esposti al gelo della regione, che in questi giorni registra già temperature ampiamente sotto lo zero. A causare la disgrazia è stata una stufa a carbone che avevano introdotto nella tenda per difendersi dal freddo. Gli altri quattro membri della famiglia sono stati ricoverati.