
Questa notte un grande asteroide sfiorerà la Terra. I radar della NASA stanno monitorando da 96 ore circa 2005 YU55, un planetoide delle dimensioni di una portaerei di 400 metri che transiterà a “soli” 324600 chilometri dal nostro pianeta, ad una distanza quindi inferiore a quella della Luna. Una distanza minima a livello astronomico ma sufficiente per far si che l’attrazione gravitazionale terrestre non l’attragga, scongiurando quindi qualsiasi possibilità di impatto. L’orario del suo massimo avvicinamento sarà alle 00:28 del 9 Novembre, quando l’asteroide avrà una magnitudine 11, visibile quindi anche con un piccolo telescopio da 15 cm. Il corpo roccioso, quasi sferico, potrà essere osservato da cieli bui e conoscendo le sue coordinate, impostabili sullo strumento di osservazione. Poichè l’asteroide si avvicinerà alla Terra dalla direzione del Sole, sarà invisibile sino agli ultimi istanti del suo passaggio. Le condizioni di migliore visibilità si otterranno dalle 22:00 in poi (ora italiana). Gli astronomi professionisti sono impazienti. I potenti radiotelescopi della Terra, come la grande antenna di Goldostone in California dell’agenzia Deep Space Network, sono puntati sull’oggetto, in quanto è la prima volta che un corpo di queste dimensioni può essere monitorato essendo a conoscenza in anticipo del suo passaggio. Asteroidi di queste dimensioni infatti sono passati ad una distanza simile molte volte in passato, ma si è sempre saputo con un certo ritardo. Nel 1976 ad esempio, si è verificato un incontro ravvicinato analogo, quando 2010 xc15 ha sfiorato il nostro pianeta. L’evento però è stato calcolato addirittura dopo 24 anni grazie alle moderne tecniche di calcolo. Questa notte quindi sarà accezionale soprattutto per questo motivo. La stessa agenzia di Goldstone ha scattato una nuova immagine radar dell’oggetto nella serata di ieri, quando era ad una distanza di 1,38 milioni di chilometri dalla Terra. Astrofili, professionisti, curiosi, saranno con il naso all’insù per cercare di scorgere questo avvenimento, che lo ricordiamo, non è assolutamente visibile ad occhio nudo. L’oggetto sarà monitorato dalla NASA sino al 10 Novembre, quando sarà nuovamente lontano dal nostro pianeta. L’ente spaziale americano rileva le orbite e fa un censimento degli asteroidi e delle comete che passano nei pressi della Terra utilizzando sia i telescopi terrestri che quelli spaziali. Il Near-Earth Object del Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, in California, comunemente chiamato “Spaceguard”, scopre questi oggetti, li classifica e calcola le loro orbite per verificare la loro pericolosità in relazione al nostro pianeta. Anche i dilettanti dovrebbero essere in grado di scattare fotografie a 2005 YU55, visibile nel suo rapido moto attraverso le costellazioni dell’Aquila e di Pegaso, nonostante la luce della Luna che potrebbe in parte rendere più difficoltose le operazioni. In queste ore entrerà in funzione anche il grande radiotelescopio di Arecibo, in Puerto Rico, per avere immagini dettagliate e saperne di più sulla sua composizione, sulla sua struttura e sulla sua orbita. Attraverso queste osservazioni infatti, gli astronomi saranno in grado di calcolare la traiettoria precisa che il corpo roccioso avrà nei prossimi cento o addirittura duecento anni. L’asteroide compie un giro intorno al nostro Sole ogni 15 mesi, ma questo passaggio ravvicinato del planetoide non avverrà più per almeno 100 anni. Ma cosa sono gli asteroidi?
Verso il 1770, esaminando le orbite dei sei pianeti allora conosciuti, si era notato come una semplice successione numerica, la famosa legge di Titius Bode, legasse i primi numeri naturali alle distanze dei pianeti dal Sole. L’unica eccezione alla regola si aveva ad una distanza dal Sole di 2,8 unità astronomiche, dove sembrava che ci fosse uno spazio vuoto. Più tardi venne scoperto Urano, che andava a confermare la legge scientifica della successione. Si concentrarono quindi gli studi in questa fascia del nostro sistema solare, dove teoricamente avrebbe dovuto trovarsi un nuovo pianeta. Il 1 Gennaio del 1801, l’astronomo G.Piazzi scopriva il pianetino Cerere, che veniva a colmare la lacuna. Ma nel 1802 fu scoperto un nuovo oggetto, Pallade, seguito da Giunone e da Vesta. Fu l’inizio della scoperta degli asteroidi, che al giorno d’oggi sono circa 170 mila. Oggi si conoscono varie regioni del nostro sistema solare dove sono presenti questi corpi. Gli asteroidi, chiamati anche pianetini o planetoidi, sono corpi solidi composti da silicati e metalli che ruotano attorno al Sole con orbite per lo più comprese tra Marte e Giove, dove risiede la famosa Fascia degli asteroidi. Il loro numero è in continua crescita man mano che le moderte tecniche visuali permettono la loro scoperta. Il pianetino più grande è Cerere, che ha un diametro di 1025 chilometri, mentre quelli più piccoli possono avere le dimensioni di qualche metro, arrivando addirittura a sfumare nella polvere interplanetaria. Anche gli asteroidi hanno un tempo di rotazione, che generalmente varia da poche ore a qualche giorno, mentre la loro forma è quasi sempre irregolare. A loro volta anche questi corpi presentano crateri da impatto visto il loro numero molto elevato, che rende possibili collisioni tra loro. Un asteroide di grandi dimensioni è stato accusato di aver fatto estinguere i dinosauri 65 milioni di anni fa. Nel corso della storia del sistema solare, tante volte probabilmente gli asteroidi hanno colpito il nostro pianeta, i cui impatti sono visibili attraverso i crateri. Per questa volta però possiamo stare tranquilli; l’asteroide 2005 YU55 ha ancora voglia di vagare nello spazio.
