
”Alle nazioni piu’ povere e piu’ vulnerabili, Durban invia un messaggio di indifferenza – sottolinea Elisa Bacciotti, portavoce di Oxfam Italia – i Governi devono far tesoro dei pochi progressi ottenuti, rendere da subito piu’ ambiziosi gli obiettivi di taglio alle emissioni e riempire il Fondo per il Clima. Se non si adottano urgentemente misure per ridurre le emissioni di gas serra, si rischia di non agire per i prossimi dieci anni, mancando l’obiettivo indicato dalla scienza di mantenere l’aumento delle temperature al di sotto dei 2 gradi”. Brasile, Sudafrica, India e Cina avrebbero potuto mostrare maggiore coraggio chiedendo un accordo su riduzioni piu’ rapide e significative. I negoziatori potrebbero dover rinunciare al coinvolgimento degli Stati Uniti in futuro per assicurare al mondo l’accordo, analizza Oxfam. ”La piattaforma disegnata a Durban e’ deludente – prosegue Bacciotti – la responsabilita’ e’ tutta sulle spalle degli Stati Uniti e di altri paesi come Canada, Giappone, Australia che per tutto il negoziato hanno mostrato riluttanza e sollevato obiezioni”. L’Unione europea ha compiuto un passo importante, firmando un Kyoto 2, ”ma anche questo secondo round del protocollo di Kyoto e’ al di sotto delle aspettative e mostra lacune che lo indeboliscono”. La mancata adozione di misure coraggiose avra’ conseguenze disastrose per i piu’ poveri; un aumento di 4 gradi sara’ letteralmente devastante per i piccoli agricoltori che gia’ vivono in condizioni di fame e poverta’.