Quest’anno la neve si sta facendo desiderare, sia sulle Alpi che sugli Appennini. Sui rilievi Italiani non faceva così caldo da 15 anni e le piste da sci restano senza neve come ormai non accadeva da un bel pò di tempo, visti gli straordinari innevamenti degli ultimi anni sia sulle Alpi che sull’Appennino centro/settentrionale. Una situazione che mette a rischio le prenotazioni del ponte dell’8 dicembre e fa tremare gli albergatori, gia’ in sofferenza per la crisi economica e in attesa di tirare un sospiro di sollievo con le vacanze di Natale. Con il paese al limite del default, d’altronde, anche il settore turistico colleziona cali di fatturato e a peggiorare un quadro gia’ non roseo arrivano anche le previsioni meteo. Per ora, ha spiegato oggi all’agenzia di stampa Asca il climatologo Giampiero Maracchi, direttore dell’ Istituto di biometeorologia del Cnr, ”la situazione e’ costante, c’e’ una perturbazione, tra oggi e domani, che interessera’ la Liguria e parte della Toscana, ma dovrebbe essere piu’ leggera rispetto alla precedente. Fino alla fine dell’anno il tempo sara’ discreto con temperature sopra la media del periodo, a parte un abbassamento che ci sara’ intorno al 10 dicembre grazie all’arrivo di una massa di aria fredda. In ogni caso, nell’insieme fara’ caldo con valori sopra la media”. In tutto questo la neve non si vede. ”Per ora no – conclude – ma da gennaio mi aspetto parecchio freddo. Sembrerebbe pero’ che quest’anno dovremo rinunciare al ‘Bianco Natal”. Una situazione confermata anche da Dolomiti Superski: ”Non ha nevicato da nessuna parte. Stiamo facendo la neve con gli impianti di innevamento e da domani saremo operativi con una cinquantina di impianti. Il problema sono le temperature che di notte non sono bassissime e fanno rallentare la produzione di neve”. Ed e’ cosi’ che, senza neve, tutto e’ piu’ difficile. ”Se manca la materia prima, come e’ la neve per le vacanze invernali, i turisti si fanno attendere – commenta il presidente nazionale della Cidec (Confederazione italiana degli esercenti commercianti), Paolo Esposito -. E per gli operatori turistici non ci voleva proprio, in questo momento generale di crisi. C’e’ grande preoccupazione nel settore, ma questa e’ anche l’occasione per ragionare sulla tipologia di offerta. E’ necessario ripensarla per dare fiato al settore: la tecnologia permette oggi di creare la neve in modo artificiale e garantirla anche se le condizioni atmosferiche sono avverse. Quindi i Comuni devono cercare di attrezzarsi meglio in questo senso”. Ed e’ proprio con questo spirito che Gunther Pitscheider, direttore Val Gardena Marketing, guarda alla stagione alle porte. ”Per il momento – spiega – siamo sui dati dello scorso anno, certo, la situazione non e’ rosea, ne’ da noi, ne’ nel resto dell Alpi. Per fortuna noi riusciamo ad aprire qualche impianto rispetto ad altre zone dove non si apre proprio. La nostra fortuna e’ stata che in questi ultimi giorni la temperatura non e’ stata altissima, c’e’ stata pochissima umidita’ e siamo riusciti a sparare la neve senza alcun addittivo in bassa quota. Purtroppo c’e’ stata un’inversione termica e in altezza ha fatto piu’ caldo che in valle. In ogni caso, come si vede dalle webcam, le prime piste sono state innevate e apriranno anche questo fine settimana per poi aumentare”. D’altronde, come evidenziato dal presidente di Asshotel, associazione nazionale imprenditori d’albergo Confesercenti, Filipo Donati, ”la neve per gli alberghi di montagna e’ come il sole per gli alberghi al mare, la meteoropaticita’ del turismo in questi settori e’ veramente alta”. Nelle nostre montagne ”gli sforzi fatti dagli operatori per destagionalizzare sono stati spaventosi e sono ben riusciti con presenze anche il primavera. Il problema e’ quando fa freddo e non c’e’ la neve. Alcune localita’ come Cortina e Madonna di Campiglio hanno un appeal a se’ e soffrono meno, le destinazioni piu’ orientate sul prodotto neve hanno piu’ difficolta’. Dopo di che ci sara’ da sparare brutalmente la neve, non e’ la stessa cosa, anche se sono raggiunti dei livelli di innevazione vicini a quelli naturali”. Sicuramente, conclude, ”se mettiamo tutto in parallelo con il momento pesante dal punto di vista economico la situazione non e’ delle migliori. Dagli ultimi dati emerge che il 69-72% degli italiani non si muovera’ per le prossime vacanze di Natale e, di quelli che partiranno, il 90% stara’ fuori solo un weekend. Per il ponte dell’Immacolata partira’ solo il 12-14%”. Il tutto ”con un calo di fatturato medio costante in tutta Italia anche perche’ con internet e le prenotazioni online gli alberghi, in concorrenza diretta, puntano al ribasso, all’offerta, con un calo di fatturato intorno al 10%”. Certo e’ che ”se il sistema paese e’ al limite del default anche il turismo ne risente”.
Alpi senza neve, settore turistico in difficoltà
