Il calcolo dell’impronta di carbonio, o ‘carbon footprinting’, ”che molte aziende hanno adottato come label di identificazione del proprio impegno per la protezione dell’ambiente e del clima”, e’ ”uno degli strumenti piu’ interessanti per promuovere un’economia ‘verde”’ e l’Italia per una volta e’ ”in prima fila”. Lo scrive il ministro dell’Ambiente Corrado Clini in un intervento pubblicato sul Sole 24 Ore in cui sottolinea che con il ‘carbon footprinting’ ”vince l’ambiente, vince l’impresa e vince il consumatore”. ”Nei giorni scorsi – annuncia – sono stati firmati accordi volontari con un gruppo di aziende italiane che si sottoporranno all’analisi carbon footprinting. Autostrade, Coop, Acqua San Benedetto (che e’ stata la prima impresa a partecipare a questo processo di riduzione volontaria dell’impronta di carbonio), Pirelli, Antinori, Gancia, Tasca d’Almerita, Palazzetti, Lefey, San Marco group ed altre ancora sono le imprese che hanno scelto la via della ecosostenibilita”’. Questa scelta, afferma il ministro, ha vantaggi per il consumatore, ”che ha uno strumento in piu’ di scelta tra un prodotto convenzionale e un prodotto a basso impatto ambientale”; per l’azienda, ”che ha uno spunto competitivo in piu’ sul mercato”; e per l’ambiente.
