Blitz di greenpeace in centrale nucleare francese: governo ammette falle sicurezza

Il governo francese ha ammesso che ci sono state “falle” nell’apparato di sicurezza, quando otto attivisti di Greenpeace sono riusciti a penetrare all’alba in una centrale nucleare vicino Parigi. “E’ chiaro” che il blitz “ha evidenziato lacune nel nostro sistema”, ha commentato il ministro dell’Interno Claude Gueant. “Dobbiamo apprendere tutte le lezioni in modo da rendere il sistema migliore di quello di oggi”, ha aggiunto. L'”intrusione” e’ avvenuta nell’impianto di Nogent-sur-Seine, 95 chilometri a sud-est della capitale francese. Gli ambientalisti si sono arrampicati sul tetto di un reattore e hanno srotolato uno striscione con la scritta ‘non esiste un impianto nucleare sicuro'”, ha spiegato il portavoce di Greenpeace, Axel Renaudin. Edf, che gestisce gli impianti nucleari da cui la Francia ottiene il 75% del suo fabbisogno energetico, aveva cercato di ridimensionare l’episodio sostenendo che gli attivisti “erano stati immediatamente avvistati dai sistemi di sicurezza e sono stati sempre seguiti, senza che si decidesse di usare la forza”. Dopo il loro gesto dimostrativo sono stati “fermati con calma” dai gendarmi che proteggono l’impianto. Altri striscioni di Greenpeace sono stati issati in una centrale di Blaye, nel sud-ovest della Francia, e in un centro di ricerca di Cadarache, nel sud-est. Un consigliere del presidente Nicolas Sarkozy, Henri Guaino, ha definito “irresponsabile” l’irruzione ma ha anche sottolineato che “se ne devono trarre conclusioni sulla sicurezza per gli accessi agli impianti nucleari”. Per il ministro dell’Industria francese, Eric Besson, si e’ detto “sorpreso” e ha parlato di una possibile “disfunzione” nell’apparato di sicurezza che richiedera’ “misure per garantire che non si ripeta”. L’obiettivo del blitz era “dimostrare la vulnerabilita’ delle installazioni nucleari francesi, e mostrare quanto sia facile arrivare al cuore di un reattore”, ha sottolineato un’esperta nucleare dell’organizzazione ambientalista, Sophia Majnoni. Nel mirino di Greenpeace la valutazione dei pericoli data dal governo francese che “non tiene conto dei rischi gia’ individuati in passato e e non impara dalle lezioni di Fukushima”. La scelta e’ caduta sull’impianto di Nogent-sur-Seine, gestito dalla Edf, perche’ e’ il piu’ vicino a Parigi, ha spiegato Greenpeace. L’organizzazione ambientalista aveva gia’ avuto sei attivisti fermati a Durban per aver tentato di srotolare uno striscione a un evento collegato alla conferenza sul clima in svolgimento nella citta’ sudafricana.