
Dai grafici ‘disegnati’ da 4 centraline lombarde fra quelle in grado di monitorare i valori orari di Pm10, balza subito all’occhio l’effetto dei botti di Capodanno sulle concentrazioni di polveri sottili, perche’ l’andamento del grafico ha la forma di un picco improvviso e verticale. Un picco che corrisponde proprio all’ora in cui si dice addio all’anno vecchio per dare il benvenuto a quello nuovo. A Capodanno del 2010 questa impennata della concentrazione di Pm10 e’ stata inoltre particolarmente violenta, piu’ dei due anni precedenti. La stazione di Arese, a Nord di Milano, per esempio e’ passata da livelli di Pm10 pari a circa 75 microgrammi per metro cubo d’aria, registrati intorno alle 19 del 31 dicembre 2010, a una punta di circa 380 microgrammi/metro cubo all’una del mattino del 1 gennaio 2011, con una concentrazione piu’ che quintuplicata. Poi la discesa graduale che ha portato i livelli di Pm10 poco sopra i 100 microgrammi/metro cubo intorno alle 7 del mattino, e poco sopra i 50 microgrammi/metro cubo verso le 11. Doppio picco per la centralina Arpa di Milano-Verziere, nel pieno centro della citta’. Qui l’andamento del Pm10 ha alti e bassi in diverse ore della giornata. Quel che e’ certo, pero’, e’ che fino all’una del mattino del primo gennaio 2011 i livelli di polveri sottili si mantengono sotto quota 150 microgrammi per metro cubo, per poi salire verso i 190 microgrammi/metro cubo intorno alle 3 del mattino e addirittura a quota 200 tra le 9 e le 11, nella fase ‘post-fuochi artificiali’. Picco di Pm10 fra le 19 e le 21 del 31 dicembre 2010 e fra l’una del mattino e le 3 del primo gennaio 2011 a Como: la stazione tocca prima quota 150 e poi quota 170, infine l’andamento dei livelli di Pm10 si normalizza nella mattinata e alle 11 scende fino a circa 30 microgrammi/metro cubo. Inquinamento da botti rilevato anche dalla centralina di Limito, cintura Sud di Milano: il boom di Pm10 si registra anche qui intorno all’una del primo gennaio 2011, circa 370 microgrammi per metro cubo. Fino a qualche ora prima, alle 17 del 31 dicembre 2010, si viaggiava intorno ai 100 microgrammi/metro cubo.
Quanto alla composizione del particolato di San Silvestro “analisi effettuate nella prima giornata dell’anno 2006 avevano evidenziato a Milano, un aumento nelle concentrazioni di potassio, stronzio, bario, oltre che di magnesio, alluminio, zolfo, titanio, manganese, rame, bromo e piombo”. “Ovviamente – precisa l’Arpa lombarda – la quantita’ dell’incremento” dei livelli di particolato “e la sua durata dipendono, oltre che dalle condizioni meteorologiche, dalla posizione della singola stazione, piu’ o meno direttamente esposta allo scoppio dei fuochi”. L’aumento di polveri sottili “e’ in generale comune a tutte le aree urbane”, prosegue l’Agenzia, e “il contributo tende peraltro a essere limitato alla prima giornata dell’anno. Nei giorni successivi, infatti, i fenomeni di dispersione e le altre fonti presenti rendono sempre meno importante questa componente”. Lo smog di San Silvestro, secondo quanto confermano anche le misurazioni delle centraline lombarde, dunque esiste, anche se i suoi effetti sono transitori. La controprova, probabilmente, si potra’ avere quest’anno: Milano, infatti, applichera’ il ‘divieto di botti e petardi’ previsto dall’ordinanza anti-smog e confermato dal sindaco Giuliano Pisapia – e’ prevista una multa di 50 euro per chi lo infrange – e le stazioni della rete Arpa, posizionate nella metropoli lombarda, non dovrebbero registrare il classico picco a cavallo fra il vecchio e nuovo anno, osservato nel tempo. Non solo: qualche differenza si dovrebbe osservare fra i grafici di Milano, dove il debutto del 2012 – se sara’ rispettata l’ordinanza – avverra’ nel silenzio, e quelli rilevati in citta’ in cui non vige lo stop ai fuochi d’artificio.