
L’impetuoso flusso zonale atlantico, che ha dominato l’andamento meteo/climatico di queste ultime settimane, scatenando intense tempeste fra Regno Unito e Scandinavia, tenderà gradualmente a perdere forza già entro il prossimo weekend, grazie ad un temporaneo rallentamento della “Jet Stream” che esce dal continente nord-americano. Primo segnale inequivocabile che sta ad indicarci un sostanziale cambiamento della circolazione generale atmosferica lungo l’emisfero boreale. Rallentando sopra il nord Atlantico la corrente portante troposferica inizierà ad ondulare favorendo la costruzione di una ampia ondulazione anticiclonica (ondulazione in senso orario) proprio sopra l’Atlantico settentrionale. Tale ondulazione anticiclonica spianerà la strada per la formazione di un anticiclone dinamico di blocco, con massimi al suolo di oltre i 1032 hpa, che estenderà i propri elementi più settentrionali verso nord, trovando un legame con l’anticiclone, di origine termica, che va a svilupparsi sopra il Plateau ghiacciato della Groenlandia (ad oltre 3000 metri di quota). L’insorgenza di questo promontorio anticiclonico di blocco, disteso lungo i meridiani tra Azzorre e coste groenlandesi, causerà una temporanea chiusura del mite e umido flusso perturbato atlantico occidentale, attivando al contempo uno scambio “meridiano” fra masse d’aria calde sub-tropicali che saliranno verso le latitudini polari e masse d’aria fredde pronte a scivolare verso le medio-basse latitudini. Il cambio di circolazione, sopra descritto, interferirà notevolmente con lo stato di salute del vortice polare che di conseguenza, trovandosi assediato dalla struttura anticiclonica in formazione in pieno Atlantico, sarà costretto ad aprirsi una strada verso sud, facendo scivolare un blocco di aria fredda, di origini sub-polari, fino all’Europa centrale e al bacino del Mediterraneo centrale, tramite l’affondo di una saccatura artica. Tale evoluzione si concretizzerà dal prossimo weekend.
L’alta pressione di blocco inoltre chiuderà, temporaneamente, la porta alle intense perturbazioni e profonde aree cicloniche (extratropicali) provenienti dalle coste canadesi orientali, facendo sfilare l’ultima grande depressione oceanica verso il nord della Francia e i paesi della MittelEuropa, fra la serata di domani e la giornata di venerdi. Difatti, prima della temporanea chiusura della porta atlantica, l’ultima profonda area depressionaria sfornata dall’oceano, dopo aver attraversato il Canale della Manica nella notte fra giovedi 15 e venerdi 16, tenderà a dirigersi verso il Belgio, l’Olanda, il nord della Germania e la vicina Danimarca, approfondendosi ulterirmente, con un minimo barico al suolo pronto a scendere al di sotto dei 970 hpa nella giornata di venerdi. Un ciclone extratropicale cosi profondo, in fase di approfondimento, passando per la MittelEuropa non farà altro che creare un sensibile infittimento di isobare, rendendole cosi strette, tanto da attivare fortissimi venti dai quadranti sud-occidentali che assumeranno carattere tempestoso frale coste atlantiche della Francia, il Belgio, l’Olanda e in seguito pure la Germania, con forti raffiche di “Foehn” sulle vallate nord alpine. I forti venti occidentali, anche a carattere di vera e propria tempesta, che faranno seguito alla profonda bassa pressione atlantica in allontanamento verso il sud della Danimarca, nel corso della mattinata di venerdi 16 investiranno pure le coste atlantiche francesi e la Spagna, con correnti più da Ovest, pronte a ruotare da nord-ovest entro il pomeriggio. In poco tempo le forti burrasche da Ovest, buttandosi sotto impetuose raffiche di caduta sulle coste della Spagna orientale, fra Catalogna e golfo di Valencia, con picchi sui 90 km/h, si propagheranno alle Baleari e al Mediterraneo centro-occidentale piegando più verso sud-ovest verso le coste liguri e del bacino tirrenico, dove il fitto “gradiente barico” (differenza di pressione) che si verrà a creare fra MittelEuropa e il basso Mediterraneo attiverà forti burrasche di Libeccio che investiranno dapprima la Liguria, la Sardegna, la Corsica e la Toscana, per estendersi anche al Lazio, Campania e litorali della Calabria tirrenica. I venti di Libeccio risulteranno molto intensi, dato il gradiente, e si abbatteranno con grande intensità fra la Sardegna e le coste di Liguria, Toscana, Lazio e Campania, con raffiche capaci di toccare i 90-100 km/h, localmente anche più lungo le Bocche di Bonifacio e sulle coste orientali sarde (per l’effetto caduta).
Le burrasche, che a tratti potranno vedere dei rinforzi di tempesta, renderanno tutti i mari da agitati (forza 5) a molto agitati (forza 6) con la formazione di grosse onde alte più di 4.0-5.0 metri. Purtroppo lungo le coste di Liguria, bassa Toscana, Lazio, Campania e Calabria tirrenica, come sulla Sardegna occidentale, si temono mareggiate di media-forte intensità, in grado di arrecare danni nei punti esposti al fenomeno dell’erosione costiera. Scontata l’interruzione dei collegamenti marittimi con gli arcipelaghi minori. Dal pomeriggio e dalla serata di venerdi 16 la furiosa libecciata, richiamata sull’Italia dalla profonda area ciclonica in transito sulla MittelEuropa, scavalcherà molto velocemente le creste dell’Appennino scivolando sotto furiose raffiche di “Garbino” lungo le coste adriatiche, tra Romagna, Martche, Abruzzo, Molise e Basilicata, con picchi capaci di superare la soglia dei 100-120 km/h lungo l’uscita delle principali vallate appenniniche. Qui l’effetto del vento di caduta dai crinali dell’Appennino Marchigiano, Abruzzese, Molisano e Lucano farà acquistare ulteriore velocità alla massa d’aria che raggiungerà le sottostanti vallate e le coste adriatiche tramite impetuose e turbolenti folate che potranno risultare, a tratti, anche violente, in grado di arrecare danni ad edifici e alla cartellonistica stradale. Il “Garbino” sulle coste adriatiche soffierà in modo molto forte fino alla nottata successiva e alla prima mattinata di sabato 17, con fortissime raffiche di caduta che batteranno le Marche, l’Abruzzo, il Molise e la Basilicata. Sulle coste tirreniche e sulla Sardegna, già dalla nottata fra venerdi 16 e sabato 17, i venti ruoteranno più da Ovest, spirando ancora a prevalente carattere burrascoso, mentre tra Corsica e Sardegna inizieranno ad inserirsi i primi forti e freddi venti di Maestrale che annunceranno l’arrivo della prima vera incursione fredda di stagione.
L’affondo di una saccatura artica, ben strutturata in quota, favorirà l’isolamento di un profondo minimo barico secondario, stimato sui 992 hpa, che dal golfo di Genova si allontanerà molto velocemente verso la Croazia e la Bosnia Erzegovina, pilotando sulle nostre regioni un flusso di correnti moderatamente fredde e molto instabili, da nord-ovest, in sfondamento dalla Valle del Rodano, sotto forti e burrascosi venti di Maestrale che sabato 17 sferzeranno la Sardegna, il basso Tirreno e la Sicilia, dove si concentrerà la maggior parte dell’istabilità, con frequenti rovesci e temporali, anche grandigeni, che colpiranno le coste tirreniche calabresi e siciliane. L’irrompere dell’aria fredda, di genesi artico-marittima, dal nord Atlantico verso il mite bacino centrale del Mediterraneo, con isoterme di circa +0° -1° alla quota di 850 hpa che contrasteranno con i valori di +18° +19° delle acque del basso Tirreno, innescherà parecchia instabilità sulle nostre regioni meridionali, in particolare fra Sicilia e Calabria tirrenica, dove oltre agli intensi venti nord-occidentali e alle mareggiate attese sulle coste esposte, avremo anche dei rovesci e dei fenomeni temporaleschi, di breve durata, ma in grado di apportare le prime nevicate di stagione sulle vette dei principali comprensori montuosi di Calabria e nord Sicilia. Insomma un primo anticipo di inverno sotto le festività natalizie.