Italia e Cina insieme nella lotta ai cambiamenti climatici. I due paesi hanno rafforzato la cooperazione per il trasferimento, tra l’altro, delle tecnologie low carbon. Questi gli elementi qualificanti emersi dall’incontro ministeriale bilaterale a Durban in occasione della Conferenza mondiale Onu sul clima (Cop17) tra il ministro dell’Ambiente italiano, Corrado Clini, e il ministro Xie Zhenhua, vicepresidente della Commissione nazionale per la Riforma e lo Sviluppo (NDRC) e leader della delegazione cinese. Il partenariato Italia-Cina quest’anno e’ stato rafforzato con il lancio di un programma congiunto sui cambiamenti climatici con una dotazione iniziale di 3,6 mln di euro. Nel colloquio e’ emersa poi la volonta’ di integrare il programma nel nuovo Centro nazionale cinese per gli studi strategici e la cooperazione internazionale sui cambiamenti climatici, presentato a Durban, dove ci sara’ un gruppo di lavoro sino-italiano anche come ”ponte verso una piu’ ampia piattaforma di cooperazione tra Europa e Cina”. In dieci anni, la cooperazione Italia-Cina ha portato a oltre 250 progetti promossi dal ministero dell’ Ambiente italiano. In Italia il 25% dell’energia deriva da fonti rinnovabili con il solare che cresce piu’ rapidamente. Oltre il 50% delle tecnologie solari adottate in Italia – ha detto Clini – proviene dalla Cina. E sui negoziati a Durban: ”L’Unione europea e’ pronta a prendere nuovi impegni con l’estensione del Protocollo di Kyoto oltre il 2012, ma e’ necessario costruire una partnership strategica tra Ue, Cina e altri paesi di nuova industrializzazione. La Cina e’ il partner strategico per un risultato positivo del negoziato di Durban”. Il capo delegazione cinese, il ministro Xie Zhenhua ha sottolineato che ”la lotta ai cambiamenti climatici e la promozione di uno sviluppo low carbon sono una priorita’ del Governo cinese, che con l’XI Piano quinquennale e’ riuscito a ridurre l’intensita’ energetica del 19,1%, evitando circa 1,5 miliardi di tonnellate di CO2”. E per i prossimi 5 anni riduzione del cosumo energetico per unita’ di Pil del 16% e l’ intensita’ di carbonio del 17%, con il raggiungimento di un portafoglio energetico con l’11.4% di combustibili non fossili.
