
Mentre il crinale alpino è sferzato da impetuosi venti occidentali che stanno causando intense nevicate sui versanti esteri, in modo particolare su quello francese, lungo la Val Padana il clima si presenta ancora uggioso, con frequenti banchi di nebbia e locali foschie, anche dense, che provocano delle importanti riduzioni della visibilità orizzontale in vaste aree del nord. In queste ore nebbie e foschie vengono segnalate fra basso Piemonte, Lombardia, Emilia, Veneto e persino sulla Romagna, sino alle aree costiere del riminese. Sulle regioni di nord-ovest le formazioni nebbiose avranno le ore contate. Già dalla prossima nottata i fortissimi venti occidentali che stanno spazzando le creste alpine, con raffiche capaci di raggiungere o superare la soglia dei 140-150 km/h, tenderanno a ruotare più verso Ovest o O-NO, riuscendo cosi a incanalarsi per bene lungo i principali fondovalle delle Alpi occidentali sotto forma di miti e turbolenti venti di “Foehn” che raggiungeranno le vallate e le pianure sottostanti attraverso folate, a tratti anche forti. Dopo aver scaricato gran parte dell’umidità contenuta durante la salita “forzata” sul versante francese, dove si attiva il fenomeno dello “stau” che da luogo a persistenti precipitazioni (la massa d’aria umida costretta a salire verso l’alto per il superamento del comprensorio montuoso tende a raffreddarsi favorendo la condensazione del vapore acqueo che poi darà luogo alle precipitazioni sul versante sopravvento francese), la massa d’aria scende dai declivi alpini verso il versante italiano riscaldandosi di circa +1° ogni 100 metri, allontanandosi cosi sempre più dalla saturazione. Scendendo a gran velocità dalle vette alpine la corrente d’aria, per “compressione adiabatica” (abbassandosi di quota aumenta la pressione), si comprime raggiungendo le vallate e le pianure sottostanti come un vento piuttosto tiepido e secco che dissolve la nuvolosità e le nebbie rendendo i cieli in genere sereni o poco nuvolosi, con una atmosfera limpida e ottima visibilità orizzontale. Per questo già dalla mattinata di domani i venti di “Foehn”, in caduta dalle creste alpine occidentali, giungeranno sulle pianure piemontesi e sull’alta Lombardia abbassando i tassi di umidità e dissolvendo le foschie e le nebbie dominanti in tutta l’area padana occidentale. I cieli tra Valle d’Aosta, specie la parte più meridionale, Piemonte, Lombardia e ovest Emilia, con l’avvento dei venti di caduta, si dovrebbero rendere sereni o poco nuvolosi, con una atmosfera tersa, tanto che da Torino e Milano si potranno scorgere i rilievi alpini. Gli effetti del favonio alpino si dovrebbero estendere sino alla Liguria e alla Lombardia orientale. Un altro aspetto positivo dei venti di “Foehn” riguarda il drastico abbassamento delle sostanze inquinanti e delle polveri sottili che da giorni stazionano sopra i grandi centri urbani del nord, come Torino o Milano. Le raffiche di caduta dovrebbero migliorare anche la qualità dell’aria, seppur temporaneamente.
Riguardo l’intensità del vento bisognerà fare attenzione lungo l’uscita delle principali vallate alpine, tra alto Piemonte e alta Lombardia, dove tra la tarda mattinata e il pomeriggio di domani si potranno avere delle raffiche anche forti, che potranno toccare i 60-80 km/h, visto l’effetto di caduta dai declivi delle Alpi occidentali. In alcune vallate e sulle zone montuose più elevate le raffiche potranno risultare ancora più intense, con picchi davvero molto elevati. Venti molto forti investiranno tutta la catena alpina, soprattutto il settore centro-occidentale dove si scateneranno delle vere e proprie bufere in alta quota. Per quel che concerne le precipitazioni il grosso, come abbiamo più volte ribadito, riguarderà i versanti esteri (quelli sopravvento al flusso atlantico), fra Francia e Svizzera, dove lo “stau” esercitato dai forti venti occidentali addenserà una compatta nuvolosità “orografica”, il cosiddetto “muro del Foehn”, che darà la stura a nevicate di debole e moderata intensità che avranno carattere diffuso e persistente. Nonostante ciò, in caso di forti massimi di vento sopra i 5000-6000 metri (media troposfera), non è escluso che qualche frangie nuvolosa orografica possa sconfinare dalle creste alpine verso qualche vallata sul versante italiano, tra Valle d’Aosta, alto Piemonte e alta Lombardia, generando delle occasionali spruzzate di neve di brevissima durata, circoscritte a una determinata area. Il “Foehn” si attenuerà definitivamente già da martedi mattina, mentre da mercoledi le nebbie e le foschie torneranno ad imperare su tutta la pianura Padana, favorendo anche lo sgradito aumento dei tassi di inquinamento nei principali centri urbani di tutto il nord.
