In migliaia hanno manifestato per le strade di Durban, in Sud Africa, chiedendo una ”giustizia climatica”. L’appello e’ rivolto ai circa 15 mila fra diplomatici, esperti e rappresentanti delle Organizzazioni non governative che stanno discutendo di come riavviare i negoziati internazionali dell’Onu contro le minacce del riscaldamento globale. I colloqui, ai quali partecipano 194 nazioni e si svolgono nel quadro della Convenzione Onu sui cambiamenti climatici (UNFCCC), entreranno nel vivo la prossima settimana, con l’arrivo dei ministri, e si concluderanno il 9 dicembre, venerdi’ prossimo. Il corteo composto da circa 6.500 persone, secondo le stime della polizia, si e’ snodato attraverso la zona centrale della citta’ costiera. I manifestanti hanno gridato e cantato al suono di tamburi e vuvuzelas. Molti hanno criticato i colloqui delle Nazioni Unite accusati di essere troppo lenti a fronte di un impatto potenzialmente catastrofico dei cambiamenti climatici. Le decisioni, fino ad ora, ha denunciato Lubna Nadri, del gruppo ”Donne in Azione” del Sud Africa, ”riflettono piu’ gli interessi delle grandi imprese e delle industrie del petrolio che quelli dei piu’ poveri, piu’ esposti alle ondate di calore, siccita’ e inondazioni che si sono intensificati con il riscaldamento globale”. Questo e’ il nostro messaggio, ha concluso, ”noi vogliamo una giustizia climatica, non vogliamo l’apartheid climatico”.
