Forte libeccio sul Tirreno con impetuose raffiche di garbino sulle coste adriatiche. Mareggiate anche violente sui litorali tirrenici

Il profondo vortice ciclonico davanti le coste norvegesi che domina lo scenario barico europeo

Il notevole rinforzo del “Jet Stream” che esce dal nord degli USA e dal Canada meridionale, verso il nord Atlantico e l’Europa centro-settentrionale, sta favorendo una conseguente intensificazione del flusso perturbato atlantico lungo le medio-alte latitudini del vecchio continente. L’ascesa dell’umido flusso oceanica è incentivata dall’ulteriore ricompattamento del vortice polare, in sede artica, che prova a dare segnali di forza scendendo con i suoi elementi verso latitudini più meridionali, dove si vengono a sviluppare profondi cicloni extratropicali che si posizionano tra l’Islanda, il mar di Norvegia e l’area Scandinava. Scendendo più a sud, sul medio-alto Atlantico, troviamo l’alta pressione delle Azzorre, con massimi al suolo sopra i 1032 hpa a ridosso delle omonime isole, che fungerà da ostacolo alla discesa artica alle medie latitudini, agevolando al contempo un importante infittimento delle isobare che causerà una decisa accelerazione delle correnti occidentali che spazzeranno buona parte del continente europeo, dalla Francia fino al Baltico, con vere e proprie burrasche. L’affermazione del flusso atlantico sarà coadiuvata da un profondissimo vortice depressionario principale (agirà come una sorta di regia) che posizionerà il proprio minimo al suolo, stimato al di sotto dei 960 hpa, davanti le coste centrali norvegesi. Questo intenso vortice di bassa pressione, legato all’attività del ciclone islandese, piloterà verso l’Europa una serie di corpi nuvolosi e sistemi frontali secondari che dal vicino Atlantico spingeranno verso la Francia e la MittelEuropa, interessando seppur marginalmente la nostra penisola, in un letto di fortissime correnti da O-SO nella media troposfera (500 hpa). Alcune di queste perturbazioni raggiungeranno anche la nostra l’Italia, apportando un deciso peggioramento lungo le coste tirreniche, dove si attendono piogge e rovesci a carattere sparso. Già dalle prossime ore, il sistema frontale presente ora sulla Francia, valicherà le Alpi occidentali, determinando sostenuti, a tratti intensi, venti di “Foehn”sulle regioni di nord-ovest (fra Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia), mentre tra il mar di Corsica, il mar Ligure e su gran parte del bacino tirrenico l’avvento del sistema frontale atlantico sarà preceduto dall’attivazione di sostenuti e umidi venti di Libeccio, provenienti dal Mediterraneo occidentale e stretto di Gibilterra,  che andranno gradualmente ad intensificarsi già dalla mattinata, divenendo sempre più burrascosi a partire dai bacini più occidentali.

Le intense mareggiate previste sul levante ligure e sulle coste della Versilia

Nel frattempo il divario barico barico che si andrà a creare fra l’Europa centrale e la regione alpina, dove la pressione scivolerà sotto i 1005-1004 hpa, e il basso Mediterraneo e le coste nord-africane, sede di un promontorio anticiclonico sub-tropicale con massimi sulla Cirenaica, agevolerà un consistente rinforzo dei venti di Libeccio, tendenti ad assumere la classica componente da O-SO, dal mar Ligure fino al medio-basso Tirreno. Durante la mattinata forti venti da SO spazzeranno buona parte del mar Ligure, a largo, estendendosi anche alle coste dello spezzino, la Versilia e i litorali del pisano e del livornese, dove si attendono delle burrasche, con raffiche tra SO e O-SO pronte a toccare i 60-70 km/h, con occasionali picchi di 80 km/h, o poco sopra, nei punti maggiormente esposti. La libecciata dovrebbe attenuarsi dal pomeriggio, lasciando spazio ai venti di Tramontana che inizieranno a interessare le coste liguri, rasserenando i cieli e spazzando via la nuvolosità residua. Venti da O-SO, a tratti davvero furiosi, sferzeranno le coste della Corsica settentrionale, in particolare l’area di Capo Corso, e le Bocche di Bonifacio, dove si potranno superare persino i 90-100 km/h in alcuni tratti. Sostenuti venti da O-SO investiranno anche il resto della Sardegna, con folate davvero molto intense, oltre gli 80 km/h, lungo le coste orientali, fra il golfo di Orosei e la Gallura, ove si attiveranno le forti raffiche di caduta dalle catene montuose interne del nuorese. Nel corso della mattinata le temperate correnti di Libeccio, in risalita dal Mediterraneo occidentale, raggiungeranno anche le coste di Toscana, Lazio e Campania, sino ai litorali dell’alto cosentino, soffiando con una intensità media sostenuta sui 40-50 km/h, mentre le raffiche, a seconda dell’esposizione alle correnti sud-occidentali, lambiranno punte di 60-70 km/h (in mare potranno essere ancora più forti). Le più colpite dovrebbero risultare le coste di Lazio e Campania, da Civitavecchia fino al golfo di Salerno, che risulteranno direttamente esposte al flusso proveniente dal basso Mediterraneo. Oltre ad addensare una fitta nuvolosità sottocosta, carica di piogge e rovesci, le correnti da sud-ovest, spingendo con forza dal mare, innescheranno anche importanti mareggiate che dalla mattinata andranno a prendere forma lungo i litorali di Toscana, Lazio e Campania, con lo sviluppo di marosi sempre più formati, alti anche più di 2.5-3.0 metri, che determineranno intense e rumorose risacche, con risentimenti fino al golfo di Policastro e alla costa di Cetraro, sulla Calabria tirrenica. Probabilmente la Sicilia sarà la regione meno coinvolta dalla libecciata, visto che sarà appena sfiorata e solo tra Ustica, parte del palermitano e le Eolie (in particolare fra Filicudi, Alicudi, Panarea, Stromboli, Salina) si avvertirà l’intensa ventilazione sud-occidentale. Le correnti libecciali dovrebbero iniziare ad attenuarsi dalla nottata successiva quando i venti tenderanno a piegare più verso Ovest diminuendo di intensità.

Impetuose raffiche di Garbino sferzeranno le vallate appenniniche e le coste adriatiche; venti molto forti sui crinali

I forti venti di Libeccio che si abbatteranno  sul versante tirrenico, dato l’orientamento delle isobare (sia al suolo che in quota), saranno costretti a superare e valicare la dorsale appenninica, riversandosi lungo le vallate che si affacciano alle coste adriatiche (poste sottovento) sotto forma di impetuosi venti di Garbino (il cosiddetto “Foehn” appenninico). Dopo aver superato le vette dell’Appennino centro-settentrionale le intense correnti da sud-ovest scivoleranno, come venti “favonici”, verso le coste adriatiche incanalandosi lungo le principali vallate di Marche, Abruzzo e Molise. Qui il flusso eolico acquisterà ulteriore velocità per il cosiddetto “effetto risucchio” che renderà la corrente ancora più forte e turbolenta, tanto da raggiungere le coste di bassa Romagna, Marche, Abruzzo, ed in parte anche il Molise, tramite furiose raffiche di caduta che in alcuni tratti, specie lungo l’uscita delle valli più importanti, toccheranno gli 80-90 km/h.  Già dalla mattinata in molte zone delle Marche, fra pesarese, maceratese e anconetano, si potranno avere folate di caduta particolarmente intense che potranno creare non pochi problemi alla viabilità, specie lungo i tratti autostradali per furgoni e mezzi telonati. Nel corso della mattinata raffiche piuttosto intense, di caduta dai rilievi appenninici, sferzeranno pure le coste abruzzesi, molisane e la Puglia settentrionale, specie l’area del foggiano e in misura minore il barese. I venti più violenti però si dovrebbero vedere proprio lungo i crinali della dorsale appenninica, fra l’Appennino Marchigiano, Abruzzese e i rilievi più elevati di Molise, Basilicata e nord Calabria, con autentiche bufere di vento che potranno far registrare picchi di oltre i 130-140 km/h. Raffiche di questa intensità saranno molto probabili nelle zone montuose fra Marche e Abruzzo, li dove il Libeccio intraprende la rapida discesa verso la costa adriatica. Solo fra il tardo pomeriggio e la serata successiva le raffiche di Garbino perderanno di forza e consistenza fra Marche e Abruzzo, mentre una sostenuta componente di caduta da SO insisterà tra Molise, Puglia, sull’est della Basilicata (materano e parte del potentino) e sul cosentino ionico, con una successiva propagazione al basso Adriatico, Canale d’Otranto e alto Ionio.
Occhio alle mareggiate, a tratti davvero intense fra levante ligure, Versilia e coste tirreniche
Bisognerà fare particolare attenzione alle mareggiate che fra poche ore inizieranno a sferzare il levante ligure, la Versilia e tutte le coste tirreniche, dalla bassa Toscana fino alla Campania e all’alta Calabria tirrenica. Malgrado il “Fetch” (lo spazio di mare su cui soffia il vento) non sia particolarmente esteso (di mezzo c’è pure la Sardegna) l’intensità delle burrasche attese in mare aperto sarà tale da riuscire a costruire un bel moto ondoso che andrà ulteriormente a crescere dalla mattinata rendendo tutti i mari da molto mossi ad agitati (forza 5). Massima attenzione lungo il mar Ligure, che nel tratto più meridionale vicino la Corsica, sarà spazzato da burrasche molto intense ed estese che saranno in grado di rendere tale bacino da agitato (forza 5) a molto agitato (forza 6), con ondate alte anche più di 4.0 metri, mentre in mare aperto i frangenti da O-SO potranno raggiungere anche i 5.0 metri. Il consistente moto ondoso, prodotto dai forti venti in mare aperto, si estenderà molto rapidamente alle coste del levante ligure, fra genovese e spezzino, e alla Versilia, sotto forma di grandi onde lunghe, alte fino a 3.0-4.0 metri, da SO che andranno a frangersi con grande impeto lungo i litorali, causando pure qualche disagio nei centri abitati limitrofi alla linea di costa. Le intense mareggiate dovrebbero colpire pure i centri delle Cinque Terre, vulnerati dalla recente alluvione, dando una “ripulita” ai fondali dove si è accumulata una enorme quantità di detriti di ogni genere a seguito dell’inondazione. Tra la tarda mattinata e il pomeriggio mareggiate di debole e media intensità cominceranno a battere le coste della bassa Toscana, Lazio, i litorali campani e quelli della Calabria tirrenica fino a Cetraro, dove il mare diverrà agitato, con onde alte sino a 3.0 metri. Le cattive condizioni meteo/marine causeranno delle interruzioni nei collegamenti marittimi con le isole minori, specie con l’arcipelago toscano, l’isola di Ponza, Ischia, Procida e Capri.
La scaduta sulle coste tirreniche proseguirà fino a martedi e mercoledi
Nella giornata di domani, martedi 6 Dicembre 2011, con l’allontanamento del sistema frontale verso l’Europa centro-orientale, i venti da Ovest tenderanno a ruotare più da O-NO, con l’inserimento dalla valle del Rodano di forti e più freddi venti di Maestrale che trasporteranno masse d’aria più fredde dal nord Atlantico che si muoveranno lungo il bordo orientale del promontorio anticiclonico azzorriano, centrato con i suoi massimi di oltre i 1030 hpa fra le Azzorre e la penisola Iberica. Già dalla mattinata gli intensi venti da O-NO, dopo essere usciti dal Rodano, attraverso il golfo del Leone, raggiungeranno il mar di Corsica e di Sardegna per penetrare sul medio-basso Tirreno con una sostenuta, a tratti forte, componente da O-NO che si propagherà alle coste campane, della Calabria tirrenica e in seguito pure alla Sicilia settentrionale. Dal pomeriggio gli intensi venti da O-NO, dopo aver investito la Sardegna cominceranno a soffiare con maggiore decisione su tutto il medio-basso Tirreno fino alle coste siciliane, con raffiche capaci di toccare e superare i 60 km/h, localmente anche più nei punti maggiormente esposti. Tra il tardo pomeriggio e la serata sostenuti venti da NO si attiveranno pure sul medio-basso Adriatico e Canale d’Otranto, mentre tesi venti da Ovest e O-NO insisteranno sullo Ionio. I mari rimarranno tutti molto mossi o agitati, con deboli mareggiate da onda lunga in scaduta fra Lazio e Campania, mentre una importante risacca, con onde alte anche sui 2.5-3.0 metri, si attarderà tra le coste della Sardegna occidentale, Calabria tirrenica e dal pomeriggio pure sui litorali della Sicilia settentrionale. La sostenuta ventilazione nord-occidentale dovrebbe insistere sui nostri bacini, specie in quelli attorno le isole maggiori, fino alla giornata di mercoledi 7 Dicembre, con i mari che si mostreranno ancora molto mossi fino ad agitati, come il mar di Sardegna o il mar di Corsica. In alta quota (a 500 hpa) passeranno perfino i massimi di vento del “Jet Stream” proveniente dal nord-america. Per una sensibile attenuazione del vento e del moto ondoso sui nostri mari bisognerà aspettare fino all’Immaccolata, allorquando l’alta pressione oceanica, supportata in quota da un cuneo anticiclonico sub-tropicale di matrice sub-tropicale, si poserà con i propri elementi più orientali sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo, riportando un pò di stabilità su gran parte delle nostre regioni.